27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Spettacolo

“Totò e Vicé” portano in scena i frammenti dei loro sogni


 

Frammenti di sogni. Per “Periferie”, la rassegna di teatro e danza del Crest, sabato 12 gennaio, alle ore 21 al TaTÀ va in scena “Totò e Vicé“ di Franco Scaldati, regia e interpretazione Enzo Vetrano e Stefano Randisi, produzione Diablogues/Compagnia Vetrano-Randisi.

 

Totò e Vicé sono i due personaggi che animano il testo del poeta, attore e drammaturgo palermitano. Due poetici clochard, creature dai tratti surreali, personaggi di improbabili scenette, folli e savi allo stesso tempo, completamente avulsi dalla normale condizione di un quartiere periferico di Palermo, eppure conosciuti da tutti. Alla stessa stregua di un’apparizione i loro faccia a faccia verbali, mai vicendevolmente aggressivi, rappresentano il tessuto poetico sul quale si stende la scrittura del testo.

Totò e Vicé sono legati da un’amicizia reciproca, con la necessità di essere in due, per essere. Biglietto 13 euro, ridotto 10 e 8 euro (più diritti di prevendita per chi acquista tramite circuito BookingShow). Dalle ore 20 sino al termine dello spettacolo il TaTÀ si fa tata: spazio ludico per bambini (max 15) dai 5 ai 13 anni, servizio gratuito su prenotazione (almeno tre giorni prima dell’evento).

 

Info: 099 4707948 – 366 3473430.

 

Il Crest nasce a Taranto nel 1977 e, con Gianni Solazzo prima e Mauro Maggioni poi, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea.

 

Il Crest distribuisce i suoi spettacoli sul territorio nazionale e realizza progetti di formazione in ambito regionale.

 

Dopo 30 anni di attività “senza fissa dimora”, dal 23 gennaio 2009 il Crest dispone di 1000 metri quadrati di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi appunto, il più contiguo alle svettanti ciminiere Ilva. Un teatro che mira a diventare polo di attrazione di artisti italiani e stranieri, diventando modello di mediazione tra il teatro e le altre forme di comunicazione/creazione quali la scrittura, la pittura, il video, la danza, la musica. Un teatro sempre aperto, che alla produzione di spettacoli e all’ospitalità di altre compagnie teatrali, unisce proposte di formazione, incontri e laboratori per le scuole, percorsi di ricerca drammaturgica, attività, comunque, volte al dialogo e al confronto.

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