Spettacolo

“L’Ombra”, frammenti dell’anima di Pascoli nel libro di De Stefano


 

“L’Ombra. Giovanni Pascoli, frammenti di un’anima” é il titolo del libro del professor Paolo De Stefano. Un testo che, in occasione del centenario della scomparsa del poeta, l’Università di Bari ha voluto stampare.

 

La prefazione é del professor Ruggiero Stefanelli, ordinario di letteratura italiana all’Università di Bari. In questo originale “romanzo biografico”, sapientemente intessuto dallo stesso linguaggio pascolino, l’autore tratteggia il profilo interiore – gli sparsi frammenti dell’anima, appunto – del “suo” Pascoli, rievocando alcuni anni della vita del poeta, quelli dell’avventura del “cavaliere errante dell’insegnamento” (dal 1882 al 1896), dalla nomina a professore di Latino e Greco a Matera, sino all’ottenimento della cattedra univesitaria a Bologna.

De Stefano introduce il lettore nella vita quotidiana del “nido” pascoliano (la casa un tempo devastata dal dramma della morte dei genitori e dei fratelli e poi abitata dal poeta e dalle due sorelle Ida e Maria), narrando le vicende di un breve periodo della vita di Giovanni, quello dell’incipiente amore per una gentile fanciulla livornese, passione infranta sul nascere dalla pressione psicologica dell’onnipresente ombra, la devota e possessiva sorella Marilù. “Fin dalle prime pagine di questo romanzo – scrive il prof. Stefanelli – mi é parso di leggere una storia scritta per le stelle. Una variante di toni, una musica, un colore, trattenuti da una sostanziale unità dalla prima all’ultima pagina, come per una sinfonia. Modi ritrovati, negati a poco a poco negli anni, persi via via in questo secolo tumultuoso per la nostra lingua, caduta quasi in disgrazia, privata delle sue ricchezze, serva forse, sopraffatta dal numerosi “-ismi” sopraggiunti a deformarla”.

 

Per il prof. Stefanelli le pagine di Paolo De Stefano risuonano come musica per chi legge, stupito da tanta bellezza, attonito davanti ad una tale scrittura, risco¬perta e donata in uno stile che al poeta e all’uomo di cui nel romanzo si parla avrebbe toccato il cuore. “Personaggi e avvenimenti, paesaggi, ambienti ed emozioni sono disegnati con perizia e con de¬li¬catezza tali da indurre chi legge quasi a dubitare – aggiunge Stefanelli – della loro esistenza reale, se tutto il lavoro non si fondasse su una ricerca dell’autore in merito ai luoghi, ai fatti, agli scritti comprovati. L’autore si muove con cautela tra i sentimenti che possono essere stati reali, ma che lo diventano innegabilmente per la magia della sua scrittura”.

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