21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 06:00:01

Spettacolo

Moni Ovadia porta “Ebrei e Zingari” al Teatro Verdi


MARTINA FRANCA – Sarà il grande artista Moni Ovadia a calcare il palco del Teatro Verdi, stasera alle 21, con lo spettacolo “Senza Confini. Ebrei e Zingari”.

 

Continua la Stagione Teatrale 2013/2013 organizzata dal Comune di Martina Franca con il Teatro Pubblico Pugliese e le Associazioni Culturali “Le Quinte” e “Sirio”. Dopo il successo dello spettacolo di Patrucco all’interno della rassegna “Comic”, si torna al teatro d’autore con un appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo.

 

In scena anche Ivanta Balteanu, Paolo Rocca, Massimo Marcer, Albert Florian Mihai, Ennio D’Alessandro, Marian Serban, Marin Tanasache, Virgil Tanasache, Mauro Pagiaro. “Ebrei e zingari è un recital di canti, musiche, storie rom, sinti ed ebraiche – ha dichiarato Moni Ovadia, regista e attore dell’opera – che mettono in risonanza la comune vocazione delle genti in esilio, una vocazione che proviene da tempi remoti e che in tempi più vicini a noi si fa solitaria, si carica di un’assenza che sollecita un ritorno, un’adesione, una passione, una responsabilità urgenti, improcrastinabili. Senza confini è la nostra assunzione di responsabilità, la sua forma s’iscrive nella musica e nel teatro civile, arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente”.

Gli ebrei e il popolo degli “uomini” per secoli hanno condiviso lo stesso destino. Il tratto comune che ha segnato la loro storia spesso tragica per colpa delle Nazioni che li tolleravano o li perseguitavano, ma sublime per loro esclusivo merito, è stata la condizione di “altro”. Ebrei e “uomini” hanno per secoli incarnato per ragioni simili e specifiche, la radicale “alterità” alle culture dominanti dell’occidente cristiano. Gli ebrei per avere rifiutato la verità assoluta del Cristo che i poteri ecclesiastici volevano imporre, gli “uomini” pur avendo accolto il Cristo non volevano omologarsi ai modelli di vita e al conformismo dominante estraneo al loro spirito di libertà. Il nomadismo non era vocazione originaria, ma solo una risposta di dignità e di indipendenza per rispondere alle persecuzioni. I due popoli chiedevano solo di vivere secondo la loro identità senza nuocere a nessuno.

 

Non fu loro concesso se non in brevi periodi ad arbitrio dei poteri, espressione delle maggioranze. Perché? Il loro esempio poteva rivelarsi deflagrante per sistemi tirannici, verticisti sempre sotto il controllo di un potere autoreferenziale.

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