02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 15:58:07

Spettacolo

In scena l’eutanasia di Babbo Natale mito sovrappeso


Fine settimana a teatro con gli spettacoli del Crest a Taranto e a Grottaglie. Stasera al TaTà va in scena “La morte di Babbo Natale -eutanasia di un mito sovrappeso” di Tony Clifton Circus, con Nicola Danesi de Luca, Iacopo Fulgi, Enzo Palazzoni, Werner Waas, musiche originali Enzo Palazzoni, soluzioni sceniche Rocco Berlingeri.

 

Cosa c’è di più sacrilego che mettere in discussione il mito del consumismo, di più dissacrante che “far fuori” il supereroe di tutti i bambini? In un performance di entusiasmante istigazione collettiva, il Tony Clifton Circus mette fine alla favola, facendo incursione fra il pubblico a caccia di commenti sulla scomparsa del povero “mito sovrappeso”, con tanto di troupe televisiva al seguito. Il protagonista é un santo. È un vecchio. È simile a Dio.

È saggio. È un supereroe. È una pubblicità. È il simbolo assoluto del consumismo. È una delle divinità dell’Olimpo dell’Immaginario Collettivo. Ma, allo stesso tempo, è un sogno d’infanzia preconfezionato, deprimente e volgarmente sfruttato. Per ogni bambino scoprire che Babbo Natale non esiste significa capire che si sta diventando grandi e che la cosa non è poi così bella. Ma Babbo Natale, lui come si sente? Probabilmente nessuno lo riconosce fuori stagione, probabilmente ha una vita come tante altre. Babbo Natale esiste quindi ma ha deciso di suicidarsi.

 

Domani invece va in scena La storia di una falsa principessa e di un principe rockettaro. Per “Fiabe a teatro con mamma e papà”, alle 18 al teatro Monticello di Grottaglie, va in scena “La principessa sul pisello”, testo e regia Lucia Zotti, con Monica Contini, Deianira Dragone, Nico Masciullo, oggetti di scena e maschere Lisa Serio, musiche originali Nico Masciullo, costumi Lisa Serio e Monica Contini, produzione Teatro Kismet OperA (Bari).

 

Lo spettacolo attraversa il mondo magico della fiaba tradizionale fra principi e regine, troni sontuosi e candelabri, servitori e valzer di Strauss. Ma si svolge anche sul nastro d’asfalto durante un viaggio in autostop, con avventure metropolitane e musica rock, fra cui una gara canora con presentatori e cantanti, fan e applausi. Il linguaggio semplice e privo di logica della fiaba, in cui schemi e processi razionali, abitudini e convenzioni sociali, sono sospesi, invia segnali di vario tipo, che ciascun spettatore, bambino o adulto, coglie secondo la propria capacità e qualità di comprensione e di bisogno. I piccoli imparano a coltivare speranze di superamento delle loro piccole prove, e gli adulti, alla ricerca di una via interiore autentica, a integrare in sé le parti contrapposte e scisse.

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