27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

Spettacolo

Asher Fisch nella memorabile patetica di Cajkovskij


BARI – Qualche vuoto sia in platea e soprattutto nei palchi ha caratterizzato il secondo appuntamento della Stagione Sinfonica del Petruzzelli; la presenza in sala di gruppi di studenti delle scuole primarie della provincia barese ha colmato alcuni spazi.

 

Il programma suddiviso in due fasi prevedeva nella prima parte pagine musicali romantiche di Hector Berlioz con “Les nuits d’été e nella seconda quelle indimenticabili della Sinfonia n. 6 in si minore “Patetica” di Petr Caikovskij. La direzione della nuova Orchestra della Fondazione Petruzzelli era affidata ad un ottimo interprete del repertorio tedesco ed italiano, Asher Fisch regolarmente ospite della Staatsoper di Vienna e di Berlino, della Royal Danish Opera, della Bayerische Staatsoper, della Hamburgische Staatsoper, della Covent Garden di Londra, della Los Angeles Opera, dell Met di New York e dell’Opéra National di Parigi, ritenuto dalla critica uno dei più raffinati interpreti dei nostri tempi.

Per il direttore israeliano si è trattato di un ritorno al Teatro Petruzzelli, alla direzione questa volta di un’orchestra costituita da tanti giovani certamente vogliosi e bravi, ma che hanno bisogno di suonare insieme per trovare una maggiore coesione ed una maggiore personalità. Certamente direzioni come quella di Asher Fisch e soprattutto quella del nuovo direttore musicale Daniele Rustioni, appena trentenne ma con un’esperienza già consolidata nel panorama internazionale, avendo già debuttato al Teatro alla Scala, al Royal Opera House ed al Covent Garden di Londra con Aida, costituiscono una garanzia per il futuro.

 

Atmosfere notturne e melanconiche nella prima parte del concerto con “Les nuits d’été”, una raccolta di melodie per voce e orchestra con l’interpretazione del mezzosoprano Stefanie Iranyi, sono considerate l’espressione più significativa della sensibilità romantica del compositore francese. In tutto sei melodie, tratte dalla raccolta “La Comedie de la mort” di Gautier senza un filo conduttore dal punto di vista narrativo ma unite dal punto di vista musicale. Nella seconda parte della serata è stata eseguita la Sinfonia n. 6 in si minore, op.7, “Patetica” di Petr Caikovskij, ritenuta il testamento artistico dell’autore. Quest’opera fu composta in soli sette mesi e fu eseguita dallo stesso compositore nel 1893 solo pochi giorni prima della sua morte avvenuta in circostanze misteriose. La Patetica resta il grande capolavoro sinfonico di Caikovskij che esprime un preciso intento programmatico, rappresentando la vita con tutte le sue contraddizioni: passione, tenerezza, amore, forze del male e morte come conseguenza del male. L’ultimo movimento di quest’opera fu definito da Toscanini “non solo bello ma profondamente ispirato”.

 

A fine concerto il pubblico ha tributato grandi applausi soprattutto al direttore israeliano Asher Fisch.

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