24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 16:49:01

Spettacolo

Ecco l’archeologia preventiva nella provincia ionica


“Tutela e conoscenza. Archeologia preventiva nella provincia di Taranto” é il nome della mostra che ieri é stata inaugurata al Chiostro del Convento di S. Francesco, sede tarantina dell’Università, in via Duomo.

La mostra si deve alla Fondazione “Taranto e la Magna Grecia” e alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia con cui hanno collaborato archeologi, società e cooperative di archeologi che, fra il 2010 e il 2012, diretti dai funzionari della stessa Soprintendenza, hanno operato sui cantieri di scavo archeologico nella provincia di Taranto.

L’iniziativa espositiva, patrocinata anche dall’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, che ha messo a disposizione la sede ionica, e dal Comune di Taranto, presenta i risultati delle principali recenti campagne di scavo preventivo condotte, ai sensi della normativa vigente, in relazione con la realizzazione di opere pubbliche, allargando la visuale sui risultati conseguiti con la sorveglianza archeologica in centri fortemente urbanizzati come Manduria e Taranto, con l’acquisizione di sempre nuovi elementi conoscitivi malgrado le recenti manomissioni riscontrate, e su alcuni interventi preventivi condotti in proprietà privata.

Le ricerche topografiche funzionali all’esecuzione dei saggi preventivi hanno consentito inoltre l’individuazione di nuovi siti archeologici e di arricchire le nostre conoscenze sull’occupazione del territorio dalla preistoria fino all’età moderna.

Gli interventi sono stati condotti prevalentemente in relazione a importanti infrastrutture stradali, alla realizzazione di sottoservizi di pubblica utilità, di impianti di energia eolica, o sono stati commissionati da enti pubblici nell’ambito di piani territoriali.

I pannelli tematici, arricchiti da un ampio apparato fotografico e grafico, riguardano rinvenimenti del territorio di Castellaneta, Palagiano, Taranto (anche centro urbano), Leporano, Lizzano, Manduria.

E’ partendo dalla tutela, nella cui logica si inseriscono le procedure di archeologia preventiva, che si arriva alla conoscenza del territorio. E’ dalla conoscenza, in senso inverso, che si sviluppa l’azione di tutela della Soprintendenza, attraverso l’adeguamento delle progettazioni ai dati acquisiti e alla rilevanza dei resti messi in luce.

All’inaugurazione e alla presentazione agli organi d’informazione dell’esposizione erano presenti Luigi La Rocca, Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia, ed Emanuela Greco, presidente della Fondazione “Taranto e la Magna Grecia” e direttore della Scuola Archeologica di Atene.

La mostra sarà visitabile fino al 12 Maggio con ingresso libero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche