26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Spettacolo

Piovano dirige la Magna Grecia in “Marefuturo”


Un programma caleidoscopico: un grande concerto per violino con la straordinaria violinista Livia Sohn, il futuro di Taranto trasposto in musica in una ouverture in prima esecuzione assoluta e due tra i più famosi brani del repertorio sinfonico di tutti i tempi.

Il tutto affidato alla “bacchetta” di Luigi Piovano, direttore di fama internazionale e primo violoncello dell’Orchestra di Santa Cecilia, da quest’anno direttore musicale dell’Orchestra Ico della Magna Grecia.

È il grandioso concerto “Mare futuro” il prossimo appuntamento della XXI Stagione Concertistica “Eventi Musicali” della Orchestra Magna Grecia di Taranto. L’evento si tiene stasera alle 21 al Teatro Orfeo.

Il concerto si aprirà con l’esecuzione del Concerto per violino e orchestra di Benjamin Britten, opera giovanile del compositore inglese caratterizzata da un tormentoso lirismo e da mutevoli atmosfere, che sarà eseguita dalla grande violinista Livia Sohn, solista di cui la prestigiosa rivista inglese Strad dice “possiede un tono molto agile e trasparente di purezza eccezionale”.

Tutto orchestrale il secondo tempo del concerto, con protagonista assoluta l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Luigi Piovano, che inizierà con la prima esecuzione assoluta di “Mare futuro”, la terza e ultima di tre ouverture che l’Orchestra della Magna Grecia ha commissionato quest’anno ad altrettanti compositori.

Tre opere inedite – eseguite i tre concerti diversi in questa stagione concertistica – che compongono “La Trilogia del Mare”, un contributo alla riflessione sulla situazione della Città dei due Mari: partendo dal mare, l’elemento che caratterizza Taranto, sono stati così trasposti in musica il presente (“Mare Metallico” di Giovanni Tamborrino), la storia (“Mare Leggendario” di Maurizio Lomartire) e l’avvenire (“Mare Futuro” di Nicola Locritani). È una visione di ciò che la città potrà essere. Nicola Locritani, con i suoni, assapora i risultati di una progettualità virtuosa, trasfigura e rimodula le complesse suggestioni del proprio tempo slanciandole nel domani. È la proposta, mai utopica, di un futuro in cui le diversità possono trovare forza nel riconoscimento e nel rispetto delle tradizioni che accomunano, ma, soprattutto, trovano l’interpretazione nella tecnica di progettazione di ingegneri, architetti e geometri. Per la prima volta la musica darà la parola anche a questi straordinari professionisti che con il cemento, il ferro, il vetro, il verde e tanto altro riescono a creare delle opere d’arte urbanistiche di cui tanto Taranto ha bisogno.

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