L'INTERVISTA

Giorgio Verdelli, serata con dedica a Bacalov

L'autore e regista di “Unici”, voce narrante nell’appuntamento dedicato al grande compositore argentino

Spettacolo
Taranto domenica 03 febbraio 2019
di La Redazione
Giorgio Verdelli
Giorgio Verdelli © A. Castellaneta

Taranto, l’Orchestra della Magna Grecia e il direttore Piero Romano. Tributo a Pino Daniele la scorsa stagione, a Bacalov con “Indimenticabile Luis” mercoledì sera al teatro Orfeo. Quello con la “Città dei due mari” per Giorgio Verdelli è diventato un rapporto stretto. è entusiasta di come sia andata, anche la sera prima a Matera. Gli applausi del pubblico fra clip, aneddoti, grandi emozioni.
Due passi in città, cellulare permettendo. Il telefonino squilla. Quando viene retrocesso in modalità “mute”, vibra. Eccole che continuano, una telefonata dietro l’altra. Pare di capire che una di queste sia di Bruno Voglino, grande regista televisivo, un’altra è di Peppino Di Capri, uno degli artisti italiani più amati. Restiamo a breve distanza, per discrezione.
Per lo stesso motivo non chiediamo contenuti di quella che sembra un’amichevole chiacchierata.
L’autore di “Qualcosa resterà”, tributo a Pino Daniele che è valso al suo docufilm un Nastro d’argento, in questo periodo incassa solo complimenti.
La sua ultima produzione, uno speciale di “Unici” sull’“inarrestabile” Gianna Nannini, ha funzionato. Raidue gongola e pensa alla replica delle altre monografie, ogni sabato alle 14 da fine febbraio inizio marzo.
Con l’autore e produttore televisivo gli argomenti su cui soffermarsi sarebbero tanti. Intanto, la stretta cronaca.
Partendo da una Taranto che Verdelli vive come fosse la sua Napoli. I vicoli, le vie. Quelle adiacenti il centro. Gli sembra di stare a casa. Per strada i manifesti dell’Orchestra della Magna Grecia, orgogliosa di tributare fra Taranto e Matera (martedì scorso) un sentito omaggio al grande Luis Bacalov, Oscar per le musiche del film “Il Postino”, ultima interpretatazione dell’indimenticato Massimo Troisi. La foto del grande Bacalov, gli “strilli” per Rita Pavone e Vittorio De Scalzi, mente pensante dei New Trolls.
Nei titoli, anche Giorgio Verdelli, “voce narrante” della serata dedicata al grande compositore e arrangiatore argentino arrivato in Italia sul finire degli Anni Cinquanta.
«Erano i tempi della RCA e della Arc, la linea giovane della famosa casa discografica romana – spiega Verdelli – negli studi sulla via Tiburtina andavano per la maggiore i direttori d’orchestra Luis Enriquez Bacalov ed Ennio Morricone: per intenderci, erano loro a firmare gli arrangiamenti di quei gioiellini musicali che partivano per i mercati discografici italiani e internazionali: non è un caso che i due siano arrivati all’Oscar. Lo conobbi personalmente nell’87, in occasione del programma “Sotto le stelle”: lui dirigeva l’orchestra, io ero assistente del grande Guido Sacerdote, regista e produttore televisivo».
Rita Pavone e New Trolls. «Mi viene da dire “La partita di pallone”, canzone mandata a memoria anche dalle ultime generazioni, dai tifosi di calcio, mi pare anche dai calciatori della Roma che intonarono questa canzone nella celebrazione dell’ultimo scudetto; l’elenco prosegue: “Cuore”, “Come te non c’è nessuno”, “Il ballo del mattone” e “Che m’importa del mondo”; se pensiamo al ritmo con cui Bacalov, come il suo altrettanto titolato collega, sfornava arrangiamenti, ci rendiamo conto che dalla mente e dalle sue dite passasse qualcosa che aveva del geniale; se non sei un predestinato non puoi fare tutto quello che ha fatto il maestro – compresi gli anni in cui è stato direttore principale dell’Orchestra della Magna Grecia – in cinquant’anni e più di attività; dunque, la Pavone: a quei tempi era la stella della Rca, qualsiasi cosa cantasse, finiva dritto in classifica; De Scalzi vuol dire New Trolls; New Trolls vuol dire Concerto grosso; Concerto grosso non può che significare Bacalov: è stato quest’ultimo, infatti, a dare quel tocco di sinfonico al rock progressivo e autorale del quale il gruppo musicale genovese si stava vestendo nei primi Anni Settanta».
Bacalov. «Prima i New Trolls, a seguire Osanna e Rovescio della Medaglia, formazioni che hanno scritto pagine importanti del rock progressivo italiano; c’era sempre Bacalov a dare il giusto indirizzo ad alcune delle pagine più creative del rock italiano; ma penso al maestro e ricordo anche l’attacco di “Legata a un granello di sabbia” e “Con te sulla spiaggia” di Nico Fidenco, “Fatti mandare dalla mamma…” di Gianni Morandi, “Il capello” di Edoardo Vianello. E “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo, vogliamo parlarne?».
Le colonne sonore firmate da Bacalov per i più grandi registi italiani: Fellini, Pasolini, Scola, Petri, Lattuada, Lizzani. E i suoi temi western, utilizzati a più riprese da Quentin Tarantino per “Kill Bill” e “Django Unchained”.
Immenso Bacalov. «E bene ha fatto Piero Romano, direttore dell’Orchestra della Magna Grecia – riprende Verdelli – a curare questo straordinario tributo all’indimenticato maestro, autore di musiche straordinarie».
Dopo lo scorso anno, un ritorno a teatro. «Romano mi aveva invitato per un tributo a Pino Daniele del quale si era fatto promotore anche Martino De Cesare; non volendo il mio docufilm “Il tempo resterà”, realizzato per la Rai, dedicato appunto a Pino, in quei giorni vinceva il Nastro d’Argento: grande soddisfazione per un lavoro nel quale oltre alle idee ci ho messo tanto cuore: Pino, grande artista, per me è stato anche un grande amico».
Anche Pino Daniele e la sua storia sono state protagoniste di “Unici”, trasmissione ideata e curata da Verdelli. Dal 2013, solo stagioni televisive di successo. Fra i protagonisti, Vasco, Zucchero, Ramazzotti, Negramaro, Pavarotti, Arbore. Perfino una puntatona su “Non stop”, trasmissione-culto degli Anni Settanta. Visti gli ascolti, il direttore di Raidue, Carlo Freccero, ha previsto un ciclo di repliche.
Ogni sabato alle 14 a partire da fine febbraio, inizio marzo.

Claudio Frascella

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