14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 12:23:24

Spettacolo

Il teatro-danza in scena con “Quore”


Nuovo appuntamento con Periferie del Crest. Sabato 6 aprile al Tatà va in scena lo spettacolo “Quore. Per un lavoro in divenire” della compagnia Sosta Palmizi.

Sul palco Raffaella Giordano, Doriana Crema, Paola Comis, Aldo Rendina, le musiche di Alex Britti, Madonna, Harvey, Manu Chao, Richard Wagner, Lucio Dalla, Laurie Anderson. Il desiderio di mettere a fuoco alcuni dettagli senza misurarci con l’opera nella sua totalità ci spinge ad esporre il processo di lavoro nella sua incompiutezza e di volta in volta a ripresentarlo in forma aperta nel suo “spostamento” in divenire.

E’ una tappa di studio che ha la funzione di aprire delle domande per mettere a fuoco una comprensione e una sensibilità più precise riguardo alla relazione, tematica necessaria al proseguimento del nostro cammino. E’ volere e lasciare che questo “spostamento” in divenire accolga una ri/flessione anche attraverso lo sguardo dello spettatore, un tempo e un luogo dove soffermarsi e ascoltare. Esposti, ci lasceremo guardare, oggetti alla mercé del pensiero e del sentire altrui così come nella vita, in un conflitto tenace fra il dovere e il desiderio.

Micropartiture fatte di azioni semplici; dettagli e ossessioni che appartengono al nostro agire quotidiano. Nota di regia: “Quore”, con la “q”. Viene in mente il pulsare ritmico, cieco e misterioso della vita, arricchito da uno sberleffo irriverente, quella “q” sbagliata, la cifra che non fa tornare i conti, che rende tutto ancora più umano. Più vero. “Quore” è un lavoro impietoso e struggente, mostra ciò che non ci si aspetta, ciò che tutti conoscono, ma non sono certi di voler vedere: la sgangheratezza della vita, il suo caotico movimento, il disperato vuoto di alcuni gesti.

E’ un lavoro destabilizzante, toglie certezze, scardina codici, non fornisce soluzioni. Eppure se ne esce sollevati, con un senso di liberazione: quei quattro danzatori-attori sempre in scena, sbancati e trafitti dalle luci fisse costantemente accese, imbruttiti dalle strambe parrucche, sorpresi in una quotidianità piccola e sciatta fanno e rappresentano ciò che nessuno ha il coraggio di ammettere essere proprio così: la vita.

C’è un caos gioioso e insieme malinconico dentro questo lavoro, piccolezze e dettagli ridicoli che incantano per la lucida, straziante osservazione sul mondo compiuta con crudezza e pari innocenza assolutamente disarmanti. Ci sono corpi e facce pasoliniane, carne “segnata” dalla vita, candida e corrotta insieme, e di contro, come la faccia di una stessa medaglia, una sensualità ruvida e triste. Si procede in questo Quore per accumulazione di frammenti, per schegge di immagini, in un’architettura sgraziata e spezzata che nulla concede all’armonia eppure lascia spazio a sublimi delicatezze. Lo spettacolo ha vinto il remio speciale UBU 2000.

La motivazione della giuria: “A Raffaella Giordano di Sosta Palmizi per aver gettato col suoQuore. Per un lavoro in divenire uno sguardo critico sulla realtà e più in generale per il coraggio e l’intensità delle scelte coreografiche da lei operate nel suo teatrodanza al di là della danza”.

 

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