27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

Spettacolo

“Restare, partire”. Il dilemma universale


“Restare partire” é il titolo del libro di Massimo Stragapede che sarà presentato domani, venerdì 12 aprile, alle 19 alla libreria Gilgamesh, in via Oberdan 45, nel corso dell’evento organizzato da Presidio del Libro, Presideio del Libro Rosa Pristina e Ape, associazione Pugliese Editori.

La trama: Un interrogativo, un dilemma, un punto di partenza o di arrivo. Taranto, Italia del sud. Un territorio impoverito per decenni da un’industria parassita e da uno stato assistenzialista? Scossa tra due mari, la città. Sospesa tra i suoi vicoli, la sotria di due ragazzi qualunque. Mimmo, come in alcuni film, sogna di partire e di andare via. Miriam, come in alcune canzoni; pensa di restare e cambiare le cose.

Intorno a loro un sottobosco di personaggi di varia umanità: ignavi fancazzisti, spacconi del sabato sera, pseudo intellettuali, matrone da pianerottolo, aspiranti veline, filosofi in tuta blu. Personaggi e interpreti sul palcoscenico di un microcosmo ordinario e talvolta grottesco, sotto un cielo povero di aspettative e dai confini sempre a portata di sguardo. Su tutti ansima il gigante siderurgico, disseminando veleni a norma di legge e promesse effimere di un futuro non sostenibile.

Intorno, una meravigliosa natura che, nonostante tutto, resiste. Taranto, Italia del Sud, che potrebbe essere qualsiasi altra città. Il dilemma resta universalmente identico. Oggi come ieri, come probabilmente domani.

Giovedì 2 maggio, invece, alle 19, sempre alla Gilgamesh sarà presentato il libro “Acciaiomare” di Angelo Mellone (nella foto). Presenta Raffaella Capriglia. Dialoga con l’autore Fulvio Colucci.

Dopo “Addio al Sud”, accolto benissimo dalla critica e dal pubblico dei teatri in cui é stato presentato, Angelo Mellone scrive il secondo capitolo di una trilogia sulla sua terra, sempre nella forma di monologo poetico, di comizio civico lirico. “Acciaiomare” é un canto funebre e pena d’amore, ma anche requisitoria e arringa al tempo stesso, invettiva ed engagez-vous, per un Sud e per una città – Taranto – al centro di uno dei più grandi casi economico- industriali al mondo. Mellone, in un caleidoscopio di immagini ricorsi, di luoghi e persone, di visoni e d emozioni, “scoglie all’urna un cantico” che ha la rabbia di una rivendicazione e l’amore di un figlio, il respiro della planata e la precisione del colpo secco. Perché “acciaio” a Taranto vuol dire tante, troppe, cose per chi ci vive e per chi da lì proviene.

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