13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Spettacolo

I versi che D’Annunzio dedicò a Taranto


TARANTO – Una commemorazione per il 150° anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio.

Per ricordare il poeta marinaio che dedicò alcuni dei suoi versi a Taranto, il Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d’Otranto, ammiraglio di squadra Ermenegildo Ugazzi e il prof. Paolo de Stefano hanno tenuto un incontro presso il Castello Aragonese.

“D’Annunzio è stato un poeta dalla personalità molto interessante e composita – dichiara l’ammiraglio Ugazzi – ma è stato anche un politico, un aviatore e un marinaio. Amò molto il mare, da lui definito “patria degli uomini liberi”. In una raccolta di articoli scritti tra maggio e luglio 1888, intitolata “L’Armata” descrive con criticità la Marina Militare dell’epoca”.

Una narrazione ancora molto attuale come specifica il Comandante: “Nonostante sia stato scritto tanti anni fa, ci sono dei passaggi che riportano ai nostri tempi. Quegli articoli sembrano descrivere l’arsenale dei miei primi anni di accademia”. Gabriele D’Annunzio ha quindi riservato attenzioni a Taranto e alla Marina Militare, dedicando alla città alcuni versi delle “Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi”, che sono impressi su una targa di marmo del Palazzo Ammiragliato.

A spiegare questo doppio ruolo di poeta e marinaio il professor Paolo de Stefano, con un intervento dal titolo “Gabriele D’Annunzio marinaio (Le Odi Navali)”. “I versi scritti da D’Annunzio per Taranto, sono i più alti che il poeta di tutti i tempi abbia scritto per la nostra città – evidenzia de Stefano – un poeta con il cuore da marinaio. Il mare rappresenta un mito dannunziano, che raccontò di essere nato su un battello. A Gabriele D’Annunzio va il merito di aver creato il romanzo nuovo. Inoltre non c’è poeta dopo D’Annunzio che non abbia avuto in lui il suo maestro”. De Stefano si sofferma sulle “Odi Navali”: “Si tratta di sei saggi scritti tra il 1892 e il 1893. Gli ultimi tre sono dedicati alla morte dell’ammiraglio di Saint-Bon. Inizia proprio con “La nave”, immagine metaforica che racchiude la forza del mare. Una nave che il poeta umanizza attraverso gli aggettivi”. Il mare come elemento dominante per il poeta Gabriele D’Annunzio, che trasforma anche il mito di Ulisse.

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