02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 15:59:00

Spettacolo

Originale allestimento per l’opera di Mozart


BARI – Al teatro Petruzzelli è andato in scena uno dei capolavori mozartiani, il dramma giocoso “Così fan tutte”, su libretto di Lorenzo Da Ponte, all’epoca poeta ufficiale del Teatro di Vienna. Insieme alle altre opere cosiddette italiane di Mozart, le “Nozze di Figaro” e “Don Giovanni”, questa composizione completa la grande trilogia composta dal genio salisburghese con la collaborazione del librettista italiano. L’ambientazione è tutta napoletana: in una bottega di caffè due militari, Ferrando e Guglielmo, parlano della fedeltà amorosa delle rispettive amanti, Fiordiligi e Dorabella, interrotti dall’intervento di Don Alfonso, che filosofeggia sull’argomento ed induce i due ufficiali ad una scommessa sulla superficialità dei sentimenti amorosi femminili.

Lo scambio di coppie successivo sarà per i protagonisti una situazione imbarazzante e costituirà per Mozart un percorso di conoscenza dell’essere umano, combattuto tra ragione sentimento. “Mozart”, ha sottolineato il direttore Roberto Abbado, “è interessato ai suoi personaggi, li indaga e scrive per loro una musica variegata, usando gli strumenti in modo particolare, per alcuni utilizza gli archi, per altri i fiati”. Il regista Davide Livermore dal canto suo, ha dato all’opera un tocco di modernità ed ha proiettato i protagonisti in un’altra epoca, agli anni ’50, trasferendoli addirittura su una nave da crociera, dal nome chiaramente allusivo “Fedeltà”. Il capitano della nave è Don Alfonso, che nel condurre in crociera i suoi passeggeri si interessa molto alle loro vicende sentimentali; Guglielmo e Ferrando assumono il ruolo di due ufficiali, mentre Fiordiligi e Dorabella e la loro accompagnatrice Despina, che amoreggia col capitano, saranno tra i passeggeri. Napoli è molto presente in questa trasposizione con immagini del porto, del Vesuvio, dei faraglioni e tanti altri elementi tipici di una crociera con disegni di valigie e bauli, istruttori di fitness, ecc. Questa l’impronta data dal regista torinese che, come accade sempre quando ci sono innovazioni negli allestimenti, incontra consensi ma deve scontrarsi anche qualche perplessità; innegabili, in ogni caso, il contributo delle sue suggestioni anche in altri allestimenti come nel “Barbiere di Siviglia”, “Cenerentola” ed “Elisir d’amore”. Interessanti sono risultate le scene di Santi Centineo ed i costumi di Giusi Giustino. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente musicale da sottolineare l’ accurata ed attenta direzione del maestro Roberto Abbado, così come la precisione e l’assieme dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Petruzzelli. Tutti da elogiare per la presenza scenica e le qualità vocali, i cantanti: dalla potenza ed agilità di Anna Kasyan in Fiordiligi, alla bella scoperta del tenore cinese Yiyie Shi in Ferrando e di Mario Cassi in Guglielmo, ad Anna Bonatibus ottima Dorabella ed infine a Veronica Cangemi in Despina e Paolo Bordogna in Don Alfonso. Ottimo successo, dunque, e tanti applausi convinti, uniti ad una buona dose di risate per le numerose e divertenti gags.

Gaetano Laudadio

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