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“Il Comune ripesca i trombati della politica”

“Alla faccia della partecipazione”. Per una volta partiamo dalla fine, o meglio, dalle conclusioni tratte da Giampaolo Vietri, consigliere comunale di Forza Italia.

A far deflagrare il caso, pare sia stata la volontà dell’Amministrazione comunale di approvare un regolamento per istituire cinque consigli territoriali, coincidenti con le vecchie circoscrizioni. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire il decentramento urbano per ridurre la distanza che intercorre tra gli amministratori ed i cittadini.

“Peccato, però – spiega il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale – che per garantire la partecipazione diretta della popolazione alla vita amministrativa dell’ente, il Consiglio comunale intenda istituire consigli territoriali i cui delegati saranno esclusivamente nominati dai partiti politici che compongono la massima assise cittadina, che avranno la possibilità di individuarli tra la cittadinanza attiva presente in ciascun quartiere”.

Capito? Spariscono le Circoscrizioni e il Comune pensa di tamponare la “vacatio” con i soliti “nominati dalla politica”.

“Una formula per la selezione che darà l’assoluto potere ai partiti di costituire Consigli di quartiere a propria immagine e somiglianza, indicando persone a tutti gli effetti organiche ai propri apparati – osserva Giampaolo Vietri. Una scientifica occupazione politica della città, quartiere per quartiere, che dovrà servire a gestire sotto stretto controllo, ed attraverso i propri uomini di fiducia, qualsivoglia segnalazione quali ad esempio richieste di pulizie, di colmatura buche, sostituzione lampade di pubblica illuminazione ed ogni altro intervento. In buona sostanza, un regolamento approntato astutamente per garantire un clientelismo spicciolo e per sistemare, rimettendo in pista, qualche compagno trombato alle elezioni comunali".

"Questi consigli – prosegue – non potranno che essere allineati all’amministrazione comunale poiché la loro composizione dovrà rispettare la proporzionalità tra le forze politiche presenti in Consiglio comunale, e, dunque, la maggioranza in Consiglio comunale sarà maggioranza in ciascun consiglio decentrato. Ma vi è dippiù. Per ciascun organo un consigliere comunale, assumendo le vesti di ras del quartiere, verrà nominato coordinatore direttamente dal sindaco unica figura a cui spetta inoltre il potere di destituzione dall’incarico; potere che impedisce di fatto al presidente di quartiere qualsivoglia possibilità di critica nei confronti dell’amministrazione pena, appunto, la rimozione. Un regolamento – aggiunge l’esponente “azzurro” – che è un insulto alla partecipazione e che mette fuori da ogni gioco i cittadini e le associazioni a cui dovrebbe invece rivolgersi. Rivolgo pertanto un appello invitando le forze sane della città, le realtà associative ed i singoli cittadini a produrre istanza di audizione presso la commissione Affari Generali del Comune affinché si blocchi questa porcata e si investa, invece, sulla consulta delle associazioni, della disabilità, della cultura, dello sport e delle pari opportunità finora completamente snobbate dall’Amministrazione comunale”.