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Messaggio di Mattarella, Mezzogiorno Federato: «Il silenzio sulla giustizia e sul meridione»

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“Sul messaggio di fine anno condivido il significato morale contenuto nella rappresentazione fatta dal Presidente Mattarella di un’Italia unita e laboriosa, anche se è un paesaggio scritto nella prosa di De Amicis. Pur ribadendo che considero il nostro Presidente una bella persona, sento di sostenere che il silenzio nel suo messaggio, ripetuto nei sei precedenti, sulla giustizia e sulle condizioni miserabili del Mezzogiorno a mio avviso, per un meridionale, rappresenta una doppia colpa. La Costituzione gli assegna il ruolo di Presidente del CSM e sono stati sette anni di sostanziale silenzio su una piaga italiana che rischia di infettare l’intera struttura sociale del Paese: almeno dopo lo scandalo Palamara gli Italiani qualcosa si attendono. E poi da troppi anni i meridionali e i suoi concittadini siciliani vagheggiano un Presidente che gridi la verità su una condizione insostenibile, sull’emigrazione di massa di giovani che sta desertificando il territorio, su un territorio controllato dalle mafie nonostante o grazie ai pentiti.

Mi sarei aspettato qualcosa, almeno nell’ultimo messaggio, ma Mattarella è rimasto l’uomo schierato con lo Stato, come è forse giusto che un Presidente sia, ma allora, probabilmente, è giunto il tempo che la Costituzione parli con la voce del Paese reale, quello che più che di un arbitro abbisogna di un centro avanti di sfondamento.”

Così Salvatore Grillo, presidente del Consiglio Nazionale di Mezzogiorno Federato e di Unità Siciliana, sul messaggio di Mattarella a fine anno.