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Puglia alla svolta, la fine del Vendolismo

Sarà il salentino Dario Stefàno il candidato di Vendola più accreditato a sfidare Michele Emiliano nelle primarie del centro sinistra a novembre. E’ quanto si evince dal compromesso raggiunto ieri dal tavolo riunito a Bari, dal quale è scaturito il documento che rivela la strategia di Sel. Perché, altrimenti, cercare di guadagnare più tempo possibile se non per consentire a Stefàno, appunto, di riorganizzare le truppe di un partito, che appena un mese fa non è riuscito neppure a presentare una sua lista alle elezioni europee?

E che per questo stesso motivo, non certo per le dichiarazioni di Emiliano, ha spinto il governatore uscente ad annunciare, presto anche ufficialmente, di non volersi (potersi) più candidare. Se così non fosse, del resto, non avrebbe avuto senso neppure l’imposizione a chiunque voglia partecipare alle primarie di non poter criticare l’operato dell’ex leader, a metà tra una onorevole resa delle armi ed il capriccio di un bambino, forse l’ultimo.

Archiviati data e regole delle primarie, l’auspicio ora è che si possa finalmente girare pagina e cominciare a capire dai contendenti in campo che cosa intenderanno fare e quale Puglia immaginano per il futuro qualora dovessero essere candidati ed eletti presidente della Regione. Siamo curiosi, e con noi tutti i cittadini pugliesi, di ascoltare Dario Stefàno, ad esempio, illustrare il suo programma per rilanciare l’agricoltura pugliese, la sanità o l’ambiente partendo dal vincolo che egli stesso si è dato, e cioè che non può criticare nulla degli ultimi 10 anni di governo Vendola – al quale del resto ha partecipato anche lui – e che quindi va tutto bene Madama la Marchesa.

E se lo stesso, evidentemente, varrà per Emiliano e per chiunque altro vorrà candidarsi, in che cosa si ridurrà il dibattito politico? Grazie a Vendola per tutto quello che ha fatto per la Puglia, continueremo nella sua ombra? L’armistizio firmato ieri non durerà a lungo, neppure per Stefàno. Ecco perché ottobre, novembre o dicembre per noi fa lo stesso. Perché sono stati i cittadini pugliesi a decretare la fine del Vendolismo, non le segreterie dei partiti. E come spesso accade, i cittadini hanno le idee più chiare di chi li governa. La Puglia che ha dipinto la comunicazione di Vendola in questi anni è molto lontana da quella reale. Lo sanno bene nelle campagne del foggiano, negli agrumeti del tarantino e negli uliveti della Murgia. Così come nelle fabbriche e negli ospedali, solo per citare qualche esempio.

E chiunque si candidi a governare la Regione, non può che partire da una critica certo non pelosa ma quantomeno sincera sull’operato, ed in molti casi, sul mancato operato, di Vendola e del suo governo. Facendo anche autocritica, restando ai nomi in campo finora di Emiliano e Stefàno, il primo per aver consentito al Pd di delegare troppo a Sel ed al governatore, il secondo per aver delegato troppo poco. Certo nessuno può concedersi il lusso di buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma a nostro avviso questo deve rappresentare il punto di partenza, non di arrivo.

Michele Mascellaro
Direttore responsabile