Rocco Palese assessore, il caso infiamma la Regione

BARI – «Nessuna nomina può in questo momento cambiare la linea della Regione Puglia sulla sanità e, in particolare, sulla gestione della pandemia. Questo ci è stato assicurato con grande chiarezza da parte del Presidente Emiliano». Ad affermarlo è l’onorevole Marco Lacarra, segretario regionale del Pd. Il riferimento è alla nomina ad assessore alla sanità di Rocco Palese, storica figura del centrodestra, particolarmente legato all’esperienza in Regione di Raffaele Fitto.

«La nomina di Rocco Palese – dichiara Lacarra – non poteva non creare imbarazzo all’interno del centrosinistra, ma rientra nell’ambito delle scelte personali del Presidente che vanno rispettate. Il Partito Democratico della Puglia continua, in ogni sede, a spendersi per un rafforzamento della sanità pubblica e per un potenziamento e una riorganizzazione della medicina del territorio. Personalmente, nel mio ruolo di parlamentare, ho anche ritenuto di tradurre questa battaglia, che appartiene all’intera comunità democratica pugliese, in una proposta di legge che prova ad attribuire specifiche missioni alle case della comunità, a promuovere un concetto di benessere che sia effettivamente olistico, a introdurre l’assistenza psicologica gratuita in modo strutturale nel nostro sistema sanitario e a potenziare l’assistenza domiciliare».

Sul tema della sanità ha tenuto cuna ocnferenza il gruppo di Freìatelli d’Italia dle consiglio regionale. I consiglieri del partito di Giorgia Meloni hanno annunciato che presenteranno «una mozione con l’intento di indirizzare il Governo regionale verso una visione di sanità efficiente ed efficace, a differenza di quanto accaduto con gli ultimi governi di centrosinistra». «L’input – hanno spiegato – nasce dalla nomina dell’assessore Rocco Palese, che ben conosce invece il piano sanitario che fu di Raffaele Fitto. E nell’ottica della scadenza dello stato di emergenza del 31 marzo, vogliamo dare ai pugliesi l’opportunità di un’offerta sanitaria che guardi alla salute dei cittadini e non alle assunzioni degli amici portatori di voti. Solo per fare alcuni esempi, iniziando a guardare ai bisogni emergenti dei territori, creando una rete di strutture territoriali, oltre tutto richieste con forza oggi dal PNRR e dando più peso alla prevenzione». Fratelli d’Italia sottolinea il valore del Piano elaborato nel corso della gestione di Raffaele Fitto: «Il Piano sanitario di Fitto razionalizzava l’offerta ospedaliera: non chiusure di ospedali ma specializzazione delle frontiere dei trapianti, della robotica, della medicina personalizzata ossia predittiva tramite valutazione genetica pazienti; potenziamento del 118 e prevenzione primaria e secondaria, con test di splinning, e terziaria, con la riabilitazione e la acuzie. Creazione di ospedali di comunità, hospice per malati terminali e riabilitazione post ospedaliera; cure domiciliari programmate, integrate; telemedicina; piani di zona. Insomma, tutto ciò che era stato avviato da Fitto».

«Oggi, invece – ha incalzato il gruppo di FdI – dopo sedici anni di governi di centrosinistra, non solo non abbiamo una pianificazione ma assistiamo ad interventi spot e alla rincorsa alle emergenze: la riabilitazione è contingentata in tetti di spesa incapienti, eppure andiamo incontro a nuovi bisogni che anche questa pandemia porterà dietro. Siamo imbrigliati in liste d’attesa che nel periodo Fitto non c’erano; imbrigliati nella sanità a pagamento -paradosso- perché i governi di centrosinistra non sono in grado di valorizzare la sanità pubblica. Ebbene, essendo stato nominato Rocco Palese per capacità tecniche e politiche, ed avendo lui stesso dichiarato di voler rivalutare la qualità del piano sanitario di centrodestra, supponiamo che Emiliano voglia bocciare la sanità di centrosinistra dandole una nuova visione, di centrodestra appunto. Ma ha la maggioranza? È supportato dai consiglieri della sua parte politica?». «La mozione che sottoporremo al Consiglio regionale – hanno concluso – verte proprio a rivalutare ed attuare il piano sanitario di Fitto. Ci auguriamo che possa essere approvata da tutti. Il nostro intento, in quanto opposizione, è di indirizzare verso politiche diverse da quelle fallimentari che, come stiamo vedendo, hanno interesse alla programmazione del building e non dell’offerta sanitaria».

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