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La decarbonizzazione può decidere le alleanze. Il punto

Il Palazzo di città di Taranto visto dal mare

La querelle sulle risorse per le bonifiche destinate alla decarbonizzazione dell’ormai defunto articolo 21 del Decreto Milleproroghe ha svelato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, la capacità dei partiti di trasformarsi nel Giano bifronte: a Taranto le urla di opposizione, a Roma i silenziosi atti in direzione contraria. Il governo a Roma decide di trasferire quei soldi dalle bonifiche alla decarbonizzazione e gli stessi partiti che di quel governo fanno parte gridano allo scandalo. Così oggi, quegli stessi partiti si attribuiscono il merito di aver fatto cancellare quanto previsto da quell’articolo che il governo da loro sostenuto aveva concepito. E allora in queste ore si gioca una partita a colpi di comunicati stampa e dichiarazioni sui social in una gara a chi si attribuisce i meriti maggiori di questo cambiamento di rotta.

Ma al di là di questo gioco delle parti e a rimpiattino a cui la politica ci ha abituati, c’è un aspetto in questa vicenda che rischia di avere un peso sulle alleanze in vista delle prossime elezioni comunali. Prendiamo queste affermazioni: «Non possiamo accettare soluzioni di riconversione industriale, nella prospettiva della decarbonizzazione, su cui peraltro si nutrono forti dubbi di sostenibilità economica e di cui non si conoscono i contenuti dell’investimento, il fabbisogno finanziario complessivo, il piano industriale, gli obiettivi produttivi, la relativa valutazione di convenienza economica, senza un rafforzamento della tutela ambientale e della salute pubblica». Sono parole del senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del Movimento Cinquestelle. Una bocciatura inequivocabile della decarbonizzazione. E se non fosse abbastanza chiaro, c’è un’altra dichiarazione, questa volta firmata semplicemente M5S Taranto, in cui si ribadisce che su «processo e gestione» della decarbonizzazione «il Movimento 5 Stelle ha sempre nutrito forti perplessità».

Sembra essere un confine invalicabile, quindi, rispetto alla linea del Partito Democratico e del presidente della Regione, Michele Emiliano, che della decarbonizzazione da tempo ha fatto il suo mantra. Ora, tra centrosinistra e M5S si discute su una possibile alleanza in vista della elezioni comunali. Queste dichiarazioni così nette sono un messaggio esplicito di incompatibilità? Dobbiamo aspettarci anche un candidato sindaco targato Cinquestelle? Oppure, per usare il gergo calcistico, dal momento in cui tutti gli schemi sono saltati, anche differenze di pensiero così profonde possono passare in cavalleria di fronte alla brama di vincere le elezioni? Lo scopriremo presto.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile