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La carica dei giovani professionisti tarantini

Elena Pittaccio, candidata al Consiglio comunale

Volti nuovi, preparati e con la giusta energia per fare, si spera, bene. È la carica dei candidati alle amministrative 2022 a Taranto. Passione, coraggio e preparazione sono gli ingredienti di questa campagna elettorale che vede la partecipazione attiva dei giovani, che si fanno portavoce di idee e proposte innovative. Una ventata di freschezza che incoraggia le nuove generazioni a partecipare alla vita politica della città. Tuttavia, per quanto l’aspetto anagrafico e il titolo di studio non siano l’assicurazione del miglioramento in termini assoluti delle situazioni più annose che imperversano a Taranto, è vero anche che il fatto che tanti giovani laureati abbiano deciso di intraprendere questo percorso fa ben sperare ed è un elemento da considerare.

A proposito di volti nuovi, spicca quello di Elena Pittaccio: giovane tarantina laureata in Economia presso l’Università di Bari, che da oltre 10 anni si occupa di controllo e gestione di una startup innovativa.

Elena, cosa ti ha spinto a decidere di candidarti?
«Senza dubbio, il modo con cui alcuni noti e storici politici tarantini hanno deciso di interrompere l’azione amministrativa del Comune di Taranto. Volevo lanciare un segnale, esserci e fare concretamente qualcosa. Ed eccomi qui».

Perché ti sei candidata nella lista PiùCentrosinistra #Emiliano?
«Per il rapporto e la vicinanza politica che mi lega a Mino Borraccino, persona seria e capace che negli ultimi anni è stata protagonista di un’azione politica innovativa per il nostro territorio».

Qual è la tua opinione sul sindaco Melucci?
«È innegabile che negli ultimi anni, dopo un lungo periodo stagnante, la città sia apparsa come un cantiere a cielo aperto. Pensiamo alle opere pubbliche, alle riqualificazioni dei punti storici, alle navi da crociera che hanno permesso ai turisti di conoscere il nostro capoluogo come mai era accaduto prima. I problemi e i disservizi ci saranno sempre; tema, questo, che riguarda non solo Taranto, ma tantissime città. Penso, tuttavia, che ora più che mai sia necessaria una visione costruttiva della comunità».

Hai un buon lavoro, molti ti chiederanno “chi te l’ha fatta fare?”.
«Rischierò di dire una cosa banale, eppure vi assicuro che non mi sono mai interessate le ‘poltrone’. D’altronde, non ne ho bisogno. Ho sempre inseguito le sfide, mi sono sempre impegnata mettendo al servizio degli altri la mia professionalità. È sul terreno delle competenze che gioco la mia battaglia».

(spazio autogestito)