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«E’ urgente superare la condizione di “societa’ solitaria”»

Francesco Bailardi

Riceviamo e pubblichiamo un intervento a firma di Francesco Bailardi

“Una città deturpata tende inesorabilmente a deturpare l’animo dei suoi abitanti”. E’ forse questo assunto che induce all’esilio i figli della nostra terra che desiderano coltivare le loro passioni, promuovere i loro talenti, coltivare I loro sogni? Ed e’ quel che spinge all’emigrazione quanti sono stati educati al dovere per il quale ogni uomo libero deve impegnarsi in un lavoro dignitoso da cui discendano i diritti di una giusta e civile convivenza, piuttosto che rassegnarsi come i tanti che si accontentano di quel che “passa il convento” o si arrendono alle prebende di una “cittadinanza passiva” e restano, come antichi sudditi, nel nostro Sud?

Se quelli che restano devono quindi darwiniamente “adattarsi” per sopravvivere alle ataviche sfortunate condizioni sociali, culturali, urbanistiche, ambientali ed economiche della città dove vivono, sarà per essi naturale esprimere il consenso elettorale verso quei personaggi della vita cittadina nei quali maggiormente si specchiano e ri-specchiano.

Solo cosi’ possiamo comprendere quanto accade da anni dalle nostre parti, in tornate elettorali che si consumano in un circuito vizioso che porta una minoranza di rassegnati a riconoscere l’ Autorità delle istituzioni in mediocri personaggi (spesso “soliti noti” riciclati di qua e di la’) cui, con il loro voto, hanno demandato il quotidiano e il futuro loro e dei loro figli.

Il tutto nel mentre una maggioranza costituita da abbienti e intellighenzia, cinicamente imbelle, si astiene da qualsivoglia agone politico, addirittura vantandosi di non votare da un decennio o piu’.

Già Platone, nella “Apologia di Socrate”, aveva messo in guardia dai pericoli di siffatta degenerazione del metodo democratico che si perverte in democraticismo quando si tramuta in malcelata oligarchia dove perfino i centri di potere economico e i portatori di interesse (cd stakeholders) vengono sostituiti da combriccole di capi-popolo, traffichini, impresari di piccolo cabotaggio che, anteponendo l’interesse personale e “particulare” ad una missione di pubblico servizio volto al benessere della cittadinanza, amministrano con l’unico presupposto che possa esserci “qualcosa per la gatta”.

Questi giorni pero’, gravidi del terzo flagello per l’umanità tutta, richiedono, anzi impongono una presa di coscienza non più indifferibile per chiunque abbia a cuore le sorti non solo di se stesso, della sua famiglia e dei suoi affetti piu’ cari, ma il futuro delle umane genti.

Deve avvertirsi forte il richiamo alla responsabilita’ con cui ciascuno esprimera’ un voto di preferenza; perche’, come scriveva Carlo Cattaneo : “ I comuni sono la Nazione nel piu’ intimo e saldo asilo della sua Liberta’ ”

Per chi sappia vedere e’ ormai caduta la maschera dello pseudo-civismo con cui si sono travestiti populisti e sovranisti, leaderisti e nazionalisti, malpancisti e videoimbonitori, influencer e opinionisti da social eletti per una manciata di voti online su piattaforme digitali a cui un popolo ipnotizzato e narcotizzato dai media ha demandato le sorti della nostra comunita’.

Mario Draghi e Sergio Mattarella, che li si stimi o meno, hanno salvato un italietta alla deriva mantenendo la barra del timone in un mondo che sta vivendo la “tempesta perfetta” se e’ vero che, da qualche parte, si agita lo spettro della guerra mondiale a colpi di missili nucleari, come se non bastasse l’apocalisse ambientale in atto.

Per tutto questo è urgente superare la condizione di “societa’ solitaria” e ripensare il senso della appartenenza a una comunita’ nella quale ognuno si renda partecipe per testimoniare le radici dei Valori che fecero il Risorgimento e la Resistenza rendendoci degni della nostra civiltà».