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Spunti per un progetto politico verde e civico

Ricostruire una visione
Edo Ronchi

Nella legislatura in corso ne abbiamo viste di tutti i colori: prima un governo populista e antieuropeo, poi un governo, con lo stesso premier, ma con schieramento diverso, in parte opposto al precedente e, infine, un governo presieduto da un tecnico europeista, appoggiato da quasi tutti, compresi gli ex antieuropei. Molto è stato detto e scritto sulla crisi della politica in Italia. A me pare che alla sua base vi sia un fattore decisivo: la perdita dei riferimenti principali, quindi della credibilità, delle narrazioni politiche tradizionali, delle visioni e dei progetti di futuro. Nel contesto politico italiano confluire in un partito meno peggio – esistente o nuovo- non aiuta a risolvere il problema della crisi politica. A ma pare il caso e il momento per cercare di contribuire a costruire un nuovo progetto politico, con basi solide, aggiornate ed europee. Queste basi vanno cercate nei cambiamenti epocali in atto: una crisi climatica inedita, che può avere esiti catastrofici, che spinge a sostituire il modello energetico fossile che è alla base della nostra attuale civiltà; una scarsità di risorse naturali, sconosciuta in altre epoche, che rendo insostenibile un modello lineare di economia e richiede una sua rapida conversione circolare.

Per poter ragionevolmente mantenere e migliorare una prosperità, per molti e non per pochi, in questa nostra epoca è necessario un cambiamento di vasta portata: una transizione ecologica. Il modello della crescita economica, indistinta e illimitata, come base, in tutte le culture politiche tradizionali, della prosperità e anche della maggiore giustizia sociale, si è inceppato: non funziona più, non è più sostenibile nel tempo. Va cambiato: fatto diventare climaticamente neutrale e circolare, per non tagliare il ramo ecologico sul quale poggia. Oltre che della prosperità economica, specie nelle società occidentali avanzate, siamo preoccupati per le libertà democratiche e i diritti individuali e civili. Temiamo, infatti, che una spirale, innescata da una precipitazione della crisi climatica e della scarsità di risorse naturali, generi effetti devastanti – ben noti e studiati – sul tessuto economico di diverse aree del pianeta, con sconvolgimenti sociali e politici. Il quadro delle prospettive non è fatto solo di queste tinte fosche. Disponiamo anche delle capacità tecniche ed economiche per trasformare le nuove sfide epocali in opportunità di sviluppo, di innovazione, di investimenti, di nuova occupazione, di benessere di diversa qualità, più esteso ed inclusivo: in un Green Deal. La presenza politica verde in Italia è minoritaria e marginale e la spinta delle liste civiche, presenti anche con buona qualità in molte realtà locali, a livello politico è molto limitata.

Queste carenze che potrebbero essere affrontate mettendo in campo un nuovo progetto politico che, contemporaneamente, ridefinisca in Italia il profilo politico e programmatico verde, togliendolo dalle secche del minoritarismo e portandolo alle dimensioni elettorali europee e valorizzi l’impegno di tante liste civiche locali che avvertono la necessità di una prospettiva più ampia e di un ruolo politico più diretto. Una nuova alleanza verde e civica potrebbe contribuire, con sinergie positive, a migliorare le diverse componenti e il risultato politico complessivo.

Edo RONCHI
già Ministro per l’Ambiente
Presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile