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La disfida che frena la nuova giunta comunale di Taranto

Le consultazioni del segretario politico del sindaco
Il Palazzo di Città di Taranto

Il giro delle consultazioni dovrebbe terminare entro giovedì e venerdì il sindaco Rinaldo Melucci dovrebbe avere sul suo tavolo il quadro complessivo del lavoro svolto in questi giorni dal suo segretario politico Costanzo Carrieri. Teoricamente, Melucci già venerdì potrebbe delinerare le sue scelte per comporre la nuova giunta comunale. Teoricamente. Perché le caselle da mettere a posto sono diverse e non tutte di semplice gestione. C’è innanzitutto un problema di fondo col quale bisognerà fare i conti: i vorticosi rimpasti dei cinque anni appena trascorsi inducono i consiglieri più suffragati ad essere cauti nell’accettare l’incarico di assessore perché questo significherebbe perdere il posto in consiglio e, in caso di successivo defenestramento dalla carica di assessore, significherebbe restare con un pugno di mosche in mano.

Probabilmente è questo il motivo per cui si è scatenata la lotta tra Lucio Lonoce (Pd) e Piero Bitetti (Con) per la postazione di presidente del consiglio. Entrambi non vorrebbero mettere piede nell’esecutivo e preferirebbero dirigere i lavori dell’assemblea municipale. Compito che entrambi hanno svolto in passato: Lonoce nell’ultima consigliatura, Bitetti con il Stefàno bis. In casa Pd questa situazione starebbe facendo salire la tensione: da una parte ci sarebbero pressioni su Lonoce affinché accetti di fare il vicesindaco; dall’altra sarebbe stata messa sul tavolo la candidatura di Vincenzo Di Gregorio per la presidenza del consiglio, con Lonoce che in questo caso resterebbe a fare il semplice consigliere comunale. Nell’ultimo fine settimana sembrerebbe che da Taranto siano partite telefonate a Rocco De Franchi, ispiratore di “Con”, il quale avrebbe tuttavia ribadito la legittimità della richiesta di Bitetti per la presidenza del consiglio.

La partita è dunque aperta e potrebbe coinvolgere anche l’opposizione, visto che il presidente del consiglio è votato dall’assemblea. Qualche sondaggio interessato sarebbe stato già fatto, contribuendo a far salire la tensione soprattutto in casa Pd. Melucci non vorrebbe privarsi degli assessori più fidati con i quali ha lavorato negli ultimi anni: non dovrebbero esserci problemi, quindi, per la riconferma di Fabrizio Manzulli allo sviluppo economico e marketing del territorio e per Fabiano Marti alla cultura e agli spettacoli (improbabile come vice sindaco). In questo modo sarebbero accontentate le rispettive liste di appartenenza: Taranto Crea e Verdi. In odore di riconferma anche Francesca Viggiano, anche se in questo caso andrà valutata la situazione complessiva del Pd, lista che ha ottenuto il maggior numero di seggi (7) ma che, come sarebbe stato fatto notare negli incontri di questi giorni, esprime già altri ruoli importanti: Carrieri come segretario politico e Mattia Giorno come capo di gabinetto.

E nel ventaglio di possibili soluzioni non vanno trascurate le quotazioni del già capogruppo Gianni Azzaro, così come andranno valutate eventuali aspettative di Gianni Liviano, candidato come indipendente e risultato terzo più suffragato nella lista del Pd. E le altre liste? I socialisti e repubblicani lancerebbero in pista Laura Di Santo (ambiente?) con Paolo Castronovi destinato a ricoprire il ruolo di capogruppo. Il Movimento Cinquestelle, venuta meno, visto il modesto risultato, la speranza coltivata prima delle elezioni di opzionare la carica di vicesindaco, proporrebbero per la giunta Maria Luppino, la più votata tra i pentastellati. Per Taranto 2030, invece, si profilerebbe la conferma di Cosimo Ciraci alla polizia municipale, assessorato che ha guidato nella parte finale della trascorsa amministrazione. Naturalmente ci sono da assecondare anche i desiderata di tutte le altre liste che hanno fatto parte della coalizione vincitrice: Più Centrosinistra, Taranto Popolare, Taranto Mediterranea. Al termine delle consultazioni, come detto, Carrieri stilerà un dettagliato rapporto al sindaco. Poi sarà disegnata una bozza di giunta, senza trascurare che a fare da camera di compensazione saranno anche i posti nei consigli di amministrazione delle aziende comunali, ormai in scadenza di mandato. Per Melucci e Carrieri, comunque, ci sarà da lavorare e se la composizione del puzzle dovesse rivelarsi più complicata del previsto, allora potrebbe scattare una ulteriore opzione che sembra aver fatto capolino nelle interlocuzioni di questi giorni: privilegiare scelte tecniche in attesa di orizzonti più malleabili, magari dopo le elezioni politiche del prossimo anno. Così come a semplificare il tutto potrebbe anche intervenire la costituzione di un intergruppo tra alcune delle liste civiche. Entro fine settimana ne dovremmo sapere di più.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile