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Il crollo e la scissione del M5s premiano le liste civiche

Elezioni

Le liste civiche sono ormai una costante delle elezioni amministrative, dove la partita si gioca sul filo dei voti. Nonostante la caduta della partecipazione, chi si è recato a votare ha per lo più scelto una lista civica. Negli ultimi turni elettorali, spesso gli elettori hanno optato per queste formazione che in totale sarebbero riuscite ad aggiudicarsi il 60 per cento dei voti. A Milano, Bologna Napoli, Taranto le civiche sono risultate determinanti per la vittoria al primo turno dei candidati del centrosinistra. In molte città hanno raccolto più consensi dei partiti nazionali. In altre si sono classificate al primo posto nel voto di lista. Il risultato che spicca su tutti è quello delle liste civiche che ottengono (per noi non è una sorpresa) il 60,5% dei voti totali, soprattutto provenienti dai piccoli comuni.

Ma è in città come Milano, Bologna, Napoli, Taranto che le liste civiche sono state determinanti per portare i candidati del centrosinistra oltre la soglia del 50 per cento dei voti, fondamentale per aggiudicarsi la vittoria al primo turno. La lista “Beppe Sala sindaco” a Milano, pur non raggiungendo la percentuale del Pd, è riuscita a portare quel 9 per cento necessario per far eleggere Beppe Sala senza farlo passare per il ballottaggio. Matteo Lepore a Bologna deve la vittoria secca alle civiche presenti all’interno della coalizione. Sommando i voti ottenuti dalle tre liste a sostegno del candidato ottenne una percentuale del 19%, quasi un terzo del totale dei voti andati a Lepore. A Napoli, invece, la civica a supporto di Gaetano Manfredi non è stata fondamentale per portare il centrosinistra ad ottenere la vittoria al primo turno, ma è riuscita a staccare tutti gli altri partiti ad esclusione del Pd. A Taranto le liste civiche a sostegno di Rinaldo Melucci esprimono circa il 24% dei consensi, superando il Pd e risultano determinanti per la vittoria al primo turno.

E’ questa la lettura sorprendente della prova generale delle Politiche 2023, che va oltre la vulgata ufficiale. Chi indica in Fratelli d’Italia, dentro il centrodestra, e nel Partito democratico, nell’alveo del centrosinistra, i vincitori della partita elettorale delle Amministrative, dimentica infatti che sui due gradini più alti del podio vanno due altre realtà politiche: il partito del non voto e dell’astensione, di gran lunga il più forte da alcuni anni a questa parte almeno nelle consultazioni territoriali, e il fronte delle liste civiche, frastagliato e frammentato quanto si vuole eppure capace di imporre il suo peso nelle diverse alleanze con i vari schieramenti locali. È inutile dire che per essere competitivi da qui a un anno si dovranno fare i conti con questa geografia elettorale, tutt’altro che statica. A parte il punto del crescente astensionismo che, tuttavia, non può che ascriversi alla disaffezione consolidata nei confronti del sistema dei partiti e del loro modo di operare in sintonia coi bisogni reali, la vitalità delle liste civiche, confermata fortemente dall’ultima tornata elettorale, è uno dei fenomeni del sistema Italia: i rappresentanti del cosiddetto civismo hanno avuto un peso determinante nell’affermazione dei sindaci, a seconda degli schieramenti.

Bisogna infatti considerare che, la disaffezione verso i partiti sta nel considerarli responsabili, in varia misura, della disfatta economica e morale delle comunità. Se il civismo si fa politico può e deve rappresentare un’alternativa alla disaffezione esercitando un ruolo e coprendo uno spazio ancora più decisivo nella soluzione concreta dei problemi dei cittadini e dei loro territori. Insieme al ruolo politico di rappresentanza, lo strumento federativo costituisce il metodo irrinunciabile per essere incisivi nei programmi di sistema e nelle scelte progettuali effettivamente riconoscibili. Mezzogiorno Federato nasce su questo presupposto che ha esplicitato nella scelta di rappresentare un nuovo riformismo meridionale unitario, e conseguentemente un’azione meridionalista di un grande movimento innovatore per l’intero Paese, offrendo riferimenti e programmi realistici e costruttivi. Un’azione di di Rete Solidale, in presenza e in digitale, in grado di coinvolgere e assicurare soluzioni alle difficoltà, alle speranze, alle aspettative di tutti. Conseguentemente auspichiamo la costruzione di un soggetto politico civico federativo portatore di questa nuova offerta in grado di superare identità politiche consumate, da troppo tempo alla vana ricerca di se stessi. Per noi oltre ad essere un processo auspicabile rappresenta una scelta irreversibile.