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La “lunga marcia” per riportare la Democrazia corale a Palermo

Unità Siciliana
Palermo

In Sicilia a fronte della spaventosa cifra di un milione di cittadini in età di lavoro inoccupati (il sommerso è già calcolato tra gli occupati) non emerge alcun progetto di sviluppo in nessuno schieramento politico dove è in atto solo una lotta per il potere, sia nel centro destra che in quella sinistra devastata dal disastro Crocetta-Montante, che hanno lasciato un profondo segno negativo e ancora indelebile in una fase in cui il Pd ha avuto la piena responsabilità di governo dell’Isola.

Ma la Sicilia è un laboratorio da dove sono spesso partite le novità che poi hanno interessato la politica nazionale e in questa vigilia di voto per le regionali, che stavolta potrebbe precedere di poco (o addirittura coincidere!) quello nazionale, si avverte innanzitutto la insostenibile situazione dell’astensionismo, che rischia di superare la soglia critica del 50% e, nel contempo, la voglia di trovare soluzioni diverse rispetto a quello schema classico, ma ormai astratto di un bipolarismo che non sembra più essere rappresentativo di tutte le esigenze della società siciliana. In questo quadro la novità che sembra emergere dal tessuto sociale isolano, che può anche costituire l’unico serio antidoto all’astensionismo galoppante, sembra essere l’azione di Unità Siciliana, un movimento nato da un paio di anni con la volontà di rappresentare un sicilianismo diverso, tanto da portarla ad essere tra i fondatori di Mezzogiorno federato e di propone la Sicilia quale capo fila di una battaglia politica che scommetta nello sviluppo del meridione italiano come unico sistema per rilanciare l’intero Paese.

Unità Siciliana negli ultimi tempi ha operato con costanza e sobrietà puntando sui contenuti e sviluppando un solido sistema di dialoghi e di alleanze col mondo produttivo siciliano, con Movimenti, Associazioni e Formazioni politiche che coltivano principi e ideali compatibili e con cui si possono intraprendere comuni percorsi, all’interno di una strategia di guardare al Mediterraneo e ai suoi grandi flussi commerciali marittimi quale elemento in cui entrare potenziando la portualità e la logistica e attrezzando grandi aree dove possano svilupparsi le industrie manifatturiere legate ai flussi commerciali. A fianco a questa scelta di fondo, Unità Siciliana ha scelto tre punti programmatici che sottopone al dibattito politico che ha già fatto con i rappresentanti di Azione, Italia Viva, +Europa e con gruppi civici e verdi: 1 – applicazione degli art. 37, 38 e 39 dello Statuto regionale che prevedono una completa disponibilità delle entrate fiscali e contributi integrativi dello Stato per i minori investimenti strutturali che la Sicilia ha ricevuto rispetto al resto del Paese; 2 – riconoscere il coordinamento e la gestione delle Forze di Polizia al Presidente della Regione, funzione prevista nello Statuto ma mai applicata dallo stato, una sfida palese nei confronti di un fenomeno nel quale vi è il palese fallimento dello Stato ma con numerosi caduti eccellenti, quasi tutti siciliani e, soprattutto, con un territorio ancora controllato dalla mafia con innegabili ripercussioni negative economiche e sociali; 3 – una grande riforma dei servizi amministrativi di tutto il settore pubblico siciliano per renderlo capace di essere a fianco della ricerca di sviluppo della società e delle esigenze dei cittadini. Inoltre si ritiene di contrastare, con ogni mezzo, il tentativo di portare avanti a livello nazionale la cosiddetta Autonomia Differenziata, ulteriore elemento di discriminazione per il Mezzogiorno e per la Sicilia, autonomia che semmai dovrebbe essere preceduta dall’approvazione di un grande piano di perequazione tra nord e sud di servizi e infrastrutture. Si tratta di temi utili a rendere vivo e vitale il rapporto tra i cittadini e la Regione anche mediante una rivalutazione delle norme statutarie, spesso inapplicate e inefficaci. Sul tappeto anche la disponibilità ad offrire una adeguata figura di Presidente della Regione, nel caso in cui si volesse correre tutti insieme per questa importante campagna elettorale che disegnerà il volto del futuro prossimo della Sicilia. Su questi temi vi è un fitto programma di incontri non solamente con forze politiche, cercando di costringere tutti a confrontarsi sui programmi e sulle scelte e non su nomi e cricche di potere. A giorni si preannuncia un importante confronto che potrebbe attirare l’interesse nazionale.