x

x

Obiettivi programmatici di finanza pubblica e il relativo piano di rientro

Relazione al Parlamento 2022
Parlamento

Presentata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco al Consiglio dei ministri il 26 luglio 2022.

L’incremento dell’inflazione, dovuto soprattutto ai prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime, le difficoltà determinate dall’attuale situazione internazionale, il perdurare della diffusione del virus Covid-19 e le ripercussioni del prolungato periodo di siccità richiedono l’adozione, senza indugio, di un provvedimento di urgenza con cui contrastare le conseguenze negative sui cittadini, sulle famiglie, sulle imprese e sulle prospettive di crescita del Paese.

Nel quadro vigente della governance di finanza pubblica, in circostanze eccezionali, l’articolo 6 della legge 243 del 2012 prevede che, sentita la Commissione Europea, il Governo sottoponga all’autorizzazione parlamentare una relazione, da approvare a maggioranza assoluta, con cui aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica e il relativo piano di rientro. In occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza del 6 aprile 2022, l’indebitamento netto tendenziale per l’anno in corso indicato nella nota di aggiornamento al DEF 2021 è stato rivisto al ribasso (5,1% del PIL). L’obiettivo programmatico per il medesimo anno è invece rimasto invariato al 5,6 per cento del PIL. Il margine emerso per effetto dell’aggiornamento del tendenziale rispetto all’obiettivo è stato utilizzato con le modifiche apportate in sede di conversione al decreto-legge n.21 e con il decreto-legge n.50 entrambi del 2022, prevalentemente per far fronte all’emergenza relativa all’aumento del costo delle materie prime e in particolare del gas e dell’energia elettrica.

È rimasto inalterato il percorso di rientro del saldo strutturale verso l’Obiettivo di Medio Termine (OMT). Per l’anno in corso la Commissione Europea ha confermato l’applicazione della c.d. general escape clause (GEC), già prevista per il 2021. La general escape clause è stata recentemente estesa al 2023 con la Comunicazione COM(2022) 600 final della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio, e alla Banca Centrale Europea. L’applicazione della clausola consente agli Stati membri di deviare temporaneamente dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine, sebbene essa non sospenda l’applicazione del Patto di Stabilità e Crescita, né le procedure del semestre europeo in materia di sorveglianza fiscale.

I PRESUPPOSTI DELL’INTERVENTO
Nel primo semestre del 2022, nonostante l’evolversi della situazione internazionale, si evince un sostanziale miglioramento del Quadro tendenziale di finanza pubblica. Sulla base delle informazioni al momento disponibili, la previsione dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche per il 2022 risulterebbe essere inferiore di 0,8 punti percentuali di Pil rispetto alla stima dell’indebitamento netto programmatico formulata in occasione del Documento di Economia e Finanza (-5,6%). In valore assoluto l’indebitamento risulterebbe inferiore di circa 14,3 miliardi di euro, interamente dovuto alle maggiori entrate La revisione al rialzo della previsione delle entrate è in larga parte attribuibile alla componente tributaria per la quale il monitoraggio, aggiornato con le informazioni disponibili sui versamenti del 30 giugno, segnala uno scostamento positivo valutato in circa 11,1 miliardi a cui si aggiunge la componente extra-tributaria per la quale si stima una variazione positiva di circa 3,2 miliardi. Le maggiori entrate tributarie derivano, in particolare, dal risultato dei versamenti in autoliquidazione e dalla sostenuta dinamica dell’IVA. La notevole crescita del gettito IVA è principalmente ascrivibile all’incremento dei prezzi dell’energia importata e alla conseguente impennata dell’inflazione. Sulla base della proiezione a fine anno delle spese basata sul monitoraggio a tutto giugno, si stima una maggiore spesa per interessi passivi legata all’evoluzione dell’inflazione e della curva dei tassi forward, compensata dalla revisione al ribasso della stima della spesa corrente primaria e delle spese in conto capitale.

FINALITÀ DEL PROVVEDIMENTO E PIANO DI RIENTRO
Con la presente Relazione, sentita la Commissione europea, il Governo richiede l’autorizzazione a ricorrere all’indebitamento, confermando per l’anno 2022 sia la previsione di crescita del prodotto interno lordo sia i saldi programmatici già autorizzati con la precedente Relazione al Parlamento di aprile scorso e incorporati nel quadro programmatico del Documento di economia e finanza 2022, nonché il rapporto debito pubblicoPIL.

Le risorse che si rendono disponibili saranno utilizzate con un provvedimento urgente di prossima adozione che il Governo intende adottare per contrastare gli effetti su individui, famiglie, imprese ed enti pubblici legati all’incremento dei prezzi dei prodotti energetici e più in generale dell’inflazione, al perdurare della diffusione del virus Covid-19, alle ripercussioni del prolungato periodo di siccità, nonché per ristorare le amministrazioni centrali dello Stato per le risorse utilizzate a copertura di precedenti provvedimenti di urgenza adottati nel corso dell’esercizio. Si tratta, in particolare, dell’abbattimento degli oneri di sistema sull’elettricità e sul gas disposto per il terzo trimestre dell’anno con il decreto-legge n. 50 del 2022. All’attuazione di questi interventi sono destinati gli spazi finanziari per i quali si chiede l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento per un importo complessivamente pari a 14,3 miliardi di euro nel 2022. Tale autorizzazione, come già evidenziato, confermando i saldi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza 2022 e il livello del debito pubblico, non richiede la revisione del limite delle emissioni nette già autorizzato e di conseguenza non comporta un aumento del livello della spesa per interessi passivi.