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Calenda e Renzi , il terzo polo che profuma di nuovo socialismo

Mezzogiorno Federato e Claudio Signorile sul Corriere della Sera
Claudio Signorile

Mezzogiorno Federato ed il suo ispiratore Claudio Signorile, continuano a riscuotere interesse a livello nazionale in vista dell’appuntamento elettorale delle Politiche del prossimo 25 settembre.

Nei giorni scorsi, interessante articolo a firma di Fabrizio Caccia pubblicato sull’edizione nazionale del Corriere della Sera, con una intervista a tutto campo con il leader del raggruppamento progressista.

Ecco alcuni passaggi chiave dell’intervista:

«Mi sto appassionando, vedo in proiezione qualcosa che mi piace, un nuovo soggetto politico. E quindi ho deciso di dare una mano anch’io. Anche noi di Mezzogiorno federato il 25 settembre saremo parte dell’alleanza tra Matteo Renzi e Carlo Calenda, ma sbagliereste a chiamarlo terzo polo, perché è molto di più: qui sta nascendo il Partito riformista…». Claudio Signorile, 85 anni tra un mese, l’uomo che fu il numero 2 di Bettino Craxi nel Psi, ammette che gli piacerebbe molto chiamarlo pure «nuovo socialismo», anzi se lo lascia proprio sfuggire di bocca a un certo punto, ma poi l’esperienza di 50 anni di politica lo induce a non correre troppo («Ne abbiamo viste di cotte e di crude»). Mezzogiorno federato è il movimento civico che lui presiede, ma non sta solo al Sud, «gli elettori lo troveranno in lista anche a Milano e Torino, che in fondo sono due grandi città meridionali».

Nei giorni scorsi, Signorile aveva scritto una lettera aperta a Renzi e Calenda, chiedendo loro espressamente di allearsi: «Perché lo spazio politico per muoversi c’è ed è grande, perché quelli che voi chiamate ancora i due Poli, in realtà sono da una parte la vecchia Quercia — il Pd — coi suoi cespugli e dall’altra parte il centrodestra, una cosa che non è un polo, perché Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono partiti troppo diversi tra loro. In più, metteteci che il Movimento 5 Stelle, che al Sud arrivò a prendere il 40% dei voti, ora si è spento e secondo me non arriva manco al 10%. Noi perciò dovremo essere bravi a dialogare con la tanta, troppa gente che non vota più. E questa rete civica, formata da noi, da Pizzarotti, dall’alleanza civica del Nord, da altri, può dare voce finalmente ai territori».

Signorile, però, non sarà in lista: «Di sicuro avremo i nostri candidati, ma suvvia, ormai ho la mia età. Però la politica si può fare in tanti modi, anche da fuori, anche facendo soltanto il facilitatore. Come me». Renzi e Calenda, dice, «hanno stoffa politica» e se pure sceglieranno Mara Carfagna come front runner non importa. A lui che fu ministro per il Mezzogiorno nei governi Spadolini e Fanfani dall’81 all’83 non piace molto «tecnicamente» la ministra per il Sud del governo Draghi. Ha fatto poco, secondo lui. «L’importante però — dice Signorile — è che questo Partito riformista del futuro si ponga come primo obiettivo di dare continuità proprio all’agenda Draghi, attuando tutti i processi legati al Pnrr. Un partito che sia anche meridionalista e moderno, che rilanci il Sud non più visto come percettore di bonus, ma dandogli nuova consapevolezza». E allora ecco che torna il ponte sullo stretto di Messina, il suo più antico amore, il progetto che proprio lui da ministro dei Trasporti del governo Craxi nell’85 portò avanti fino all’approvazione: «Io dico che si può ancora fare — sospira Signorile —. Non è una mangiatoia, farebbe il bene del sistema logistico di tutto il Mediterraneo. Ma bisogna crederci».