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La scelta di Mezzogiorno Federato: difendere il Sud

Un nuovo meridionalismo
Assemblea a Roma di Mezzogiorno Federato

Mezzogiorno Federato nel promuovere un nuovo meridionalismo contrappone alle logiche di sterile assistenzialismo progetti di sviluppo praticabili e fortemente auspicabili, non solo per il Sud quanto per l’intero Paese e per l’Europa.

Per caratteristiche e natura siamo divenuti in questi giorni il naturale interlocutore di diverse forze politiche e, coerentemente ai nostri principi ispiratori, abbiamo accolto favorevolmente il progetto di superamento di quel bipolarismo dimostratosi reiteratamente incapace d’intervenire sulle esigenze della Nazione e sui bisogni del sud. Siamo persuasi che la costituzione di un fronte concretamente riformista sia la rotta giusta e che la proposta politica debba essere improntata ad una efficace collaborazione di forze sane, radicate nel territorio ed ispirate da senso civico e rispetto per l’ambiente e, soprattutto, dalla volontà di realizzare quell’attesa e necessaria giustizia sociale che, partendo dal riequilibrio territoriale garantisca una equa distribuzione delle risorse e delle opportunità. Purtroppo però, malgrado la rotta sia giusta, appaiono difettare timonieri ed equipaggio. La lettura dei programmi proposti dalle forze politiche che si contendono i seggi in parlamento, anche quelle che recitano il mantra del riformismo e che si propongono come alternativa al passato in qualità di terzo polo, tradiscono di preferire la populistica tendenza a rincorrere consenso anziché promuovere proposte responsabili. Avendo registrato, dunque, che ancora una volta nei programmi proposti, anche da parte di coloro che sono stati i nostri principali interlocutori di questi giorni, il Sud non compare, che si tace il suo ritardo strutturale, la mancanza di apparato logistico, che si tacciono i deficit del servizio sanitario, i problemi di insufficienza formativa e la carenza occupazionale, e soprattutto appurato che non si colgono le infinite opportunità che il mezzogiorno d’Italia offre per la sua collocazione nel mediterraneo, le sue risorse infungibili, la sua importanza nei futuri piani per l’energia sostenibile e che, ancora una volta, il Sud viene ad essere svilito e relegato ad una condizione di subalternità, non possiamo che spiegare la nostra difesa.

Mezzogiorno Federato non sarà presente in questa prossima consultazione elettorale nella quale, sostanzialmente tutte le forze in campo, strizzano l’occhio a coloro che voglio spingere sulle autonomie regionali senza perseguire una vera e concreta perequazione tra nord e sud. In questo scenario orbo e tutt’altro che entusiasmante, operiamo una scelta di coerenza ed opportunità politica, ma questo non vorrà dire che saremo assenti o che ci sottrarremo agli impegni assunti anzi, questo ulteriore affronto al nostro Sud, ci impone di approntare una precisa e capillare azione politica. Forti della conoscenza e dell’amore che ci lega al territorio e forti anche delle competenze non solo politiche e dei talenti dei quali disponiamo, saremo la lente d’ingrandimento di ogni inadeguatezza ed incapacità e continueremo ad offrire progetti e proposte lungimiranti. Oggi più che mai il nostro Sud ha bisogno di essere difeso, lo difenderemo in modo pragmatico e costruttivo, realizzando al contempo una valida strategia di attacco a tutto ciò che nega od ostacola il suo potenziale sviluppo in termini di progresso e qualità di vita e costruendo quella reale e valida alternativa politica che è divenuta ormai necessaria, all’intero Paese e non solo al Sud, e non più procrastinabile.