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On. Labriola: «Ecco cosa ho fatto in Parlamento»

Onorevole Labriola

«Gentile Direttore,
chiamata in causa dal Suo editoriale (quello pubblicato su TarantoBuonasera del 5 settembre, ndr), che genera dubbi sulla serietà della mia persona, sull’assoluta coerenza delle mie scelte, sull’attività politica che svolgo in Parlamento, La invito a conoscere con maggiore attenzione quello che è stato ed è il mio impegno per il Mezzogiorno ed in particolare per la città di Taranto.

Un lavoro documentato da atti parlamentari, da una lunghissima serie di proposte di legge, risoluzioni, mozioni, interpellanze, interrogazioni che hanno contribuito ad accendere il dibattito sui temi della salute, dell’ambiente, del lavoro, della crescita del nostro territorio.

Le mie battaglie per il superamento dell’Ilva e di un’economia industriale ormai morente, per una sanità realmente capace di curare una città malata, per l’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Grottaglie, solo per citarne alcune, trovano spazio ogni giorno sui giornali della nostra città, a partire dal Suo. Ho pungolato, e continuerò a farlo, una politica locale da troppo tempo immobile e spesso incapace di agire per il bene comune. Certa che per completezza di informazione vorrà pubblicare queste mie parole, Le porgo cordiali saluti».

Il commento del Direttore Enzo Ferrari
L’on. Vincenza Labriola può stare tranquilla: nessuno ha inteso mettere in dubbio la sua serietà personale.

Nel nostro editoriale si sottolineava soltanto l’incoerenza politica (per aver abbandonato il Movimento Cinque Stelle subito dopo l’elezione alla Camera) e la percezione di sostanziale evanescenza del suo operato come deputata. Prendiamo atto delle sue precisazioni, ma resta il problema di fondo: al di là della buona volontà e dell’impegno, non sono note le competenze che l’on. Labriola, come per gli altri due parlamentari eletti nelle liste del M5S e cioè l’altro transfuga Alessandro Furnari e la eurodeputata Rosa D’Amato, è in grado di spendere nella sua attività parlamentare.

Né risultano particolari relazioni con le istituzioni territoriali, dal Comune alla Regione, con i quali un parlamentare dovrebbe efficacemente raccordarsi in una logica di gioco di squadra per portare risultati concreti al territorio che lo ha eletto. Nulla di diverso, va detto con chiarezza, rispetto a quanto (non) prodotto da altri suoi colleghi della pattuglia parlamentare tarantina. Il limite, però, non è tanto dell’on. Labriola quanto delle modalità di selezione interna del M5S nelle cui liste, appunto, la deputata tarantina è stata eletta. Da un movimento che si sente geneticamente migliore degli altri partiti e che fa dell’onestà, della trasparenza e della competenza i propri cavalli di battaglia, ci si aspetterebbe qualcosa di più e di meglio di una gara di clic sul web per indicare i fortunati da eleggere. Questa metodologia così poco meritocratica ha mandato in parlamento una legione di “miracolati” privi di preparazione e, soprattutto, privi di consenso reale personale. L’on. Labriola ne è, suo malgrado, formidabile esempio con il suo ormai famosissimo unico voto di preferenza raccolto alle ultime elezioni comunali.