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Elezioni comunali, «No alle larghe intese»

No alle larghe intese e discontinuità con il presente e il passato politico amministrativo della città.

È questo il chiarimento dell’onorevole Gianfranco Chiarelli, coordinatore provinciale dei Conservatori e Riformisti, all’indomani delle indiscrezioni sulle posasibili alleanze e candidature a sindaco per le prossime elezioni al Comune di Taranto. In particolare, era trapelata la possibilità di costruire una coalizione tra forze moderata di centrodestra, con l’appoggio di pezzi vicini al sindaco Stefàno per sostenere la candidatura del magistrato, ora in pensione, Massimo Brandimarte. Chiarelli sottolinea che, innanzitutto, è «prematuro e inopportuno parlare di candidati».

Prima il programma, dunque. Il coordinatore dei Conservatori e Riformisti ammette tuttavia che il confornto «ha comunque mosso già i primi passi e che, per quanto riguarda l’ampia area dei moderati, ha finora registrato una effettiva convergenza rispetto alla necessità di dare vita ad un patto per la città di Taranto, che risponda, ad una oggettiva situazione di grave emergenza economica e sociale, con un ampia aggregazione di forze. Intendendo con ciò non la riproposizione dell’ormai vecchio modello “larghe intese”, ovvero l’ unione di forze eterogenee, ma il raggruppamento di partiti, liste civiche, espressioni della cosiddetta società civile, accomunati dagli stessi valori ed obiettivi».

«Con queste premesse – spiega Chiarelli – almeno per quanto riguarda i Conservatori e Riformisti, ogni possibile intesa non potrà prescindere da alcune condizioni irrinunciabili; prima delle quali una scelta chiara di discontinuità rispetto alla gestione politico amministrativa degli ultimi dieci anni. È necessario quindi che si definisca un progetto che individui i punti cardine per un nuovo sviluppo del territorio ionico, di cui la città capoluogo rappresenta sicuramente il principale volano. Solo in presenza di una precisa piattaforma programmatica sarà possibile definire le alleanze, che in ogni caso auspico siano ampie e qualificate, senza preclusioni di sorta, per offrire agli elettori una proposta concreta di governo».

Il parlamentare dei CoR pone anche un altro paletto: «Non mi ascrivo in ogni caso tra quelli che ritengono di dover imbarcare chiunque al solo fine di porre argine all’avanzare dell’antipolitica, ritenendo, in merito a ciò, che gli elettori sapranno ben decidere autonomamente. Ciò valutando i programmi, gli uomini e le donne, e soprattutto quanto in altre importanti città italiane, in cui certi movimenti hanno ottenuto il consenso popolare, si sta consumando in termini di incapacità di governare. Nei prossimi giorni intendo promuovere l’avvio di un tavolo aperto a tutte le istanze moderate del territorio, per proseguire il confronto, che sicuramente sarà ampio; aperto a chiunque intenda sostenere, indipendentemente dalle appartenenze, un progetto politico fuori dagli schemi del passato, e fondato sulla condivisione di una visione di futuro di Taranto e della sua provincia.

Un modello che ritengo vada sperimentato anche in altre realtà chiamate prossimamente al rinnovo delle amministrazioni. Ogni ulteriore altra ipotesi che non faccia riferimento ad accordi definiti e ufficializzati attraverso i rituali strumenti della comunicazione politica, è da ritenersi mero tentativo di agitare le acque, per mestiere o per strategia». Sul fronte del centrosinistra, invece, da registrare la posizione del consigliere regionale Cosimo Borraccino Sinistra italiana) che, nel prendere le distanze dal suo collega Gianni Liviano, boccia ogni ipotesi di larghe intese.