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Comune, il Pd chiede la verifica: «Senza numeri tutti a casa»

«Il sindaco faccia una verifica. Se ha una maggioranza raccogliticcia o inesistente non resteremo a galleggiare».

L’ultimatum del Partito democratico arriva a seguito della decisione del sindaco di azzerare (per l’ennesima volta) la Giunta comunale. Ieri, nel corso di una conferenza stampa, i vertici locali ed i consiglieri del partito, hanno lanciato l’aut-aut. «Se c’è una maggioranza coesa che continuerà a spendersi per gli obiettivi seri di questa città, bene, altrimenti l’esperienza finirà».

Il coordinatore provinciale, Costanzo Carrieri ha messo in chiaro: «Noi siamo pronti ad andare a casa anche domani (oggi, ndr) ma siano chiare le responsabilità di ognuno». Restando in maggioranza, la lista civica Sds esprime «pieno sostegno all’azione intrapresa dal sindaco Stefàno, in merito alla sua scelta di “azzerare” le nomine assessorili e alla probabilità di dimettersi nel caso in cui, parte della maggioranza consiliare, non decida di invertire la rotta. I tempi sono cambiati. Lo sanno tutti. Questa consapevolezza, ormai, deve modificare l’azione amministrativa posta in essere da tutti gli amministratori pubblici e da tutti i partiti e movimenti politici. Condividiamo il messaggio del primo cittadino: etica e buon senso, anche nelle scelte che non scalfiscono la legalità. Entrando nel merito. Ha fatto scalpore e ha prodotto reazioni del primo cittadino, il caso della scelta degli scrutatori da impiegare nel referendum del prossimo 4 dicembre. Le nomine sono avvenute, come da normativa vigente, attraverso nomina diretta. A dir del Sindaco, sarebbe stato più opportuno procedere mediante sorteggio.

Siamo in accordo. E’ inconcepibile notare comportamenti di alcuni consiglieri comunali, i quali durante i lavori del consiglio, disattendono gli indirizzi politici condivisi e concordati dalla maggioranza e producono, con le loro incomprensibili scelte, rallentamenti e arresti alle azioni amministrative, le quali, se adottate, produrrebbero beneficio per l’intera comunità». Anche Realtà Italia sostiene l’azione del sindaco.

«Al di là dei singoli episodi, e quindi superando le dichiarazioni tese a ricavare un vantaggio politico dalla situazione, noi crediamo che il sindaco abbia voluto scuotere non solo la maggioranza, ma l’intero consiglio comunale e le forze sane della politica. Lo scopo è far sì che siano animate, in un momento difficile per il nostro territorio e in prossimità delle elezioni comunali, dalla volontà di spezzare gli interessi di gruppi di pressione, di partito e anche personali, per guardare, attraverso l’azione amministrativa, agli obiettivi di crescita economica e sociale della nostra città. In quest’ottica e valutando l’ampio ventaglio di azioni e relazioni istituzionali oggi in campo, riteniamo non utili le dimissioni del sindaco e gli rinnoviamo un mandato pieno e incondizionato per traguardare il fine mandato».

Luigi Morgante, consigliere regionale e coordinatore provinciale di Area Popolare, in una lettera aperta, si rivolge al primo cittadino: «non possiamo permetterci di arrenderci, di gettare la spugna proprio adesso: perché una città senza amministrazione e guidata da un commissario prefettizio sarebbe ancora una città allo sbando, il cui destino verrebbe deciso – come troppo spesso è successo – in altre sedi e da persone lontane dalla percezione reale delle emergenze e dal loro impatto sulla collettività, che può avere solo chi le vive ogni giorno sulla propria pelle. Senza considerare i veleni che verrebbero alimentati da una campagna elettorale anticipata, che aumenterebbero e amplificherebbero le divisioni in un momento storico che richiede invece la massima coesione e unità d’intenti, per il conseguimento degli obiettivi che avevamo fissato e per portarli finalmente a superare il traguardo, ormai prossimo. Con la presente, le chiedo allora di non considerare più praticabile e utile l’ipotesi di sue dimissioni anticipate, e di portare a termine il suo mandato, con il pieno sostegno che il gruppo Area Popolare le garantirà».