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Mancarelli: «Facciamo di Taranto e della Terra Jonica un esempio»

Il candidato alla Camera del Partito Democratico: «Blinderemo le risorse del Pnrr per il Sud»
Giampiero Mancarelli

Giampiero Mancarelli, avvocato classe ’75, oggi presidente di Kyma Ambiente-Amiu Taranto, è candidato alle prossime elezioni del 25 settembre al collegio uninominale 08 (comuni della provincia di Taranto) della Camera dei Deputati, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra. Nella sua carriera politico-istituzionale, è stato consigliere e assessore provinciale e segretario provinciale del Pd.

In questo momento di pesante congiuntura economica non possiamo che partire dall’argomento più sentito da famiglie e imprese: le bollette. Quali strategie è possibile mettere in pratica per porre freno al caro energia?
«Come centrosinistra, in attesa di un accordo su scala europea, a livello nazionale vogliamo introdurre in via transitoria per 12 mesi un controllo dei prezzi dell’energia elettrica, attraverso la fissazione di un tetto al prezzo dell’elettricità (100 euro/ MWh) per imprese e utenze domestiche. Inoltre il nuovo contratto “bolletta luce sociale” per microimprese e famiglie con redditi medi e bassi, con fornitura elettrica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e gratuita o con prezzi calmierati. Il tutto in un grande piano nazionale di risparmio energetico, incentivando gli investimenti delle imprese per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nel quadro della transizione ecologica che rappresenta un punto centrale del nostro programma».

In quale misura il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può rilanciare le ambizioni della nostra provincia?
«Il centrosinistra vuole blindare il 40% delle risorse del Pnrr per il Sud Italia, a differenza del centrodestra che vuole togliere questi soldi al nostro territorio. Il Piano di ripresa e resilienza significa cantieri, sviluppo, occupazione. Noi siamo per spingere i lavori e sbloccare la situazione della strada Regionale 8, il completamento dell’autostrada fino a Taranto, le reti ferroviarie verso l’aeroporto di Grottaglie che deve essere aperto ai voli civili. Sul Pnrr si gioca il presente e il futuro del Mezzogiorno e in caso di mia elezione, in Parlamento farò da sentinella affinché questi soldi siano indirizzati verso il nostro territorio».

Nei giorni scorsi ha partecipato, assieme al segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, alla presentazione de “La Carta di Taranto”. Di cosa si tratta e perché è così importante?
«Con questo documento il Partito Democratico certifica la centralità del nostro territorio. Da qui si estendono programmi per tutto il Mezzogiorno. Non è stata chiamata “Carta di Palermo” o “Carta di Napoli”, ma c’è Taranto. A partire dalla transizione ecologica, passando per le azioni a favore dei giovani, risorse per gli ecosistemi e l’innovazione al Sud, la lotta alla povertà educativa minorile, gli investimenti nelle Zone economiche speciali. E poi il potenziamento della macchina pubblica con l’inserimento di giovani laureati. Il segretario Letta ha parlato di 300mila nuovi dipendenti per la pubblica amministrazione entro il 2024. Inoltre investire sulla sanità e portare entro il 2027 la spesa al 7% del Pil, per allinearsi agli altri Paesi europei. Superare il criterio della spesa storica, voluto dai Governi di centrodestra, che per anni ha tolto risorse ai territori del Sud».

Quale futuro per i giovani tarantini, tra lavoro incerto e un polo universitario tutto da pensare?
«Seguendo il solco tracciato dall’amministrazione Melucci, se dovessi essere eletto in Parlamento mi impegnerò a rinforzare il percorso istituzionale verso la creazione dell’Università degli Studi di Taranto. Riprendere le attività di insediamento del Tecnopolo del Mediterraneo, frenato da ministri oggi candidati con i nostri avversari, il distretto dell’innovazione e il campus universitario ionico. Far diventare il nuovo “San Cataldo” ospedale universitario. In cima al nostro programma ci sono i giovani e il lavoro: guardando al nostro territorio, i Giochi del Mediterraneo saranno una grandissima opportunità occupazionale sia per i cantieri che saranno aperti, sia per tutto l’indotto turistico e dell’accoglienza che ne conseguirà. Il programma del centrosinistra prevede un aumento dei contratti a tempo indeterminato con una decontribuzione per le assunzioni agli under 35, introduzione del salario minimo garantito, abolizione di stage gratuiti e potenziamento del contratto di apprendistato per assicurare un’entrata economica a chi si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro. Il nostro obiettivo in tema di lavoro giovanile sarà trasformare il nostro territorio da luogo di partenza a luogo di permanenza. E, perché no, essere attrattivi da un punto di vista lavorativo per chi arriva da altre città».