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Tre casi nel Partito Democratico

TARANTO – Piero Bitetti, Gianni Azzaro, Maria Grazia Cascarano: sono i tre nomi che tengono accesa la discussione interna al Pd sull’esito delle elezioni provinciali di domenica scorsa. Dei tre l’unico eletto è stato Bitetti, presidente del consiglio comunale con ambizioni da candidato sindaco.
Risultati alla mano, è il terzo degli eletti, dietro Francesco Andrioli, sindaco di Statte, e Sebastiano Stano. Forse non una grandissima performance.
Probabilmente al di sotto delle attese, anche se il suo nome resta gettonato per la vicepresidenza dell’ente presieduto da Martino Tamburrano e sempre in corsa per la candidatura a sindaco.
Da Bitetti alle due esclusiuoni eccellenti: quella di Gianni Azzaro, anche lui con ambizioni da candidato sindaco del capoluogo, e quella di Maria Grazia Cascarano, consigliera comunale di Manduria.
Il voto di domenica probabilmente ridimensiona le quotazioni di Azzaro nella corsa a Palazzo di Città. All’esito del risultato di domenica probabilmente non è azzardato pensare che abbiano influito le tensioni nel Pd negli ultimi mesi.
Da Manduria, intanto, arrivano i primi contraccolpi. «Sbagliare è umano, perseverare è diabolico», scrivono i tesserati e simpatizzanti del Pd, Peppino Tatullo, Enzo Parisi, Vincenzo Malorgio, Vincenzo Morleo, Vincenza Capuzzimato, Isidoro Baldari.   «Ci riferiamo al gruppo dirigente del pd manduriano. La mancata rielezione della consigliera provinciale PD è l’ennesima dimostrazione del fallimento politico dell’attuale gruppo dirigente del partito democratico locale. A poco più di un anno, dalla vera spaccatura del pd manduriano, a causa dell’entrata in maggioranza dei rappresentanti pieddini la situazione è precipitata.
Una grossa fetta, se non la maggioranza, aveva previsto questa catastrofe politica. Cosa ci si poteva aspettare da un fidanzamento con una maggioranza dove il leader aveva l’unico scopo di distruggere il Pd e che, pur di rimanere al governo, ha più volte rimaneggiato la maggioranza con tutte le forze e i movimenti politici esistenti in consiglio…pronto a cambiare i vari assessori e consiglieri di maggioranza come si scambiano le figurine dei calciatori….per poi portare il paese in un totale stallo amministrativo. Per tutto questo, ora, il partito non rappresenta più nulla a livello locale. La scelta di entrare in maggioranza da noi fortemente osteggiata è priva di programmazione politica e amministrativa, fa vivere alla giornata, portando ad incancrenire vari problemi (urbanistici, finanziari, sociali e di vivibilità della città in genere)».
«La presenza in questa amministrazione innaturale, rischia per il pd locale di pregiudicare le future alleanze amministrative e per questo – annunciano i firmatari – riteniamo sia giusto aggregarci, costituendo un “Movimento Democratico con Manduria“ fatto da uomini e donne che credono nella necessità di restituire a militanti e cittadini il diritto di incidere nelle decisioni politiche del Pd locale».
Chi invece esprime soddisfazione è  “GrottaglieON”, che celebra l’elezione in consiglio provinciale di Ciro Petrarulo (progetto Utopia), eletto nella lista Alternativa Jonica. «Le consultazioni provinciali – dice lo stesso Petrarulo –  seppur non più appannaggio del voto cittadino, hanno denotato la consistenza di una nuova forza politica lontana dalle vecchie logiche della Destra e del PD per un solo voto la lista “Alternativa Jonica” non esprime due rappresentanti in consiglio provinciale ma il suo 14% delle preferenze pone le basi per una crescita di questo gruppo e per il raggiungimento di obiettivi importanti. Ora sta a noi lavorare affinché, anche nelle poche funzioni demandate all’organo provinciale, si raggiungano i risultati di eccellenza che questa provincia merita; per questo all’interno del consiglio provinciale manterrò una posizione volta al controllo e alla proposta. Un ringraziamento doveroso a tutti i componenti della lista e ai consiglieri che hanno supportato la mia candidatura».