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La corsa a Palazzo di Città: tutti i possibili candidati alla carica di sindaco

Occhi puntati sul tavolo del centrosinistra.

Lunedì pomeriggio torneranno ad incontrarsi tutti i partiti e i movimenti che si richiamano alla maggioranza che sostiene il presidente della Regione, Michele Emiliano. Il punto di partenza resta infatti lo schema che nel 2015 ha portato alla vittoria l’attuale governatore. E da questo schema è partito il coordinatore del Pd, Costanzo Carrieri, che venerdì scorso è riuscito a mettere intorno a un tavolo le forze del centrosinistra. Unica defezione quella del consigliere regionale Gianni Liviano, che ha avviato un percorso alternativo al Pd insieme al consigliere comunale Dante Capriulo e al consigliere regionale Mino Borraccino (Sinistra italiana). Carrieri non dispererebbe di riuscire, almeno in un secondo momento, a trovare una sintesi con Liviano.

Una ipotesi che, eventualmente, non troverebbe partecipe Sinistra italiana, ferma nella sua posizione/visione alternativa al Pd. Quale potrebbe essere il punto di sintesi? Il nome sul tavolo è quello del presidente dell’Ordine dei Medici, Cosimo Nume. Ma sarà davvero della partita? L’enigma da sciogliere è proprio questo. La smentita fatta da Liviano nei giorni scorsi non ha aiutato a chiarire il quadro. Certo, se Nume dovesse dare la propria disponibilità, il tavolo del centrosinistra comincerebbe a riflettere seriamente sulla possibilità di abbandonare l’idea delle primarie per ottenere la più ampia convergenza possibile sul nome di Nume. Caso contrario, la strada delle primarie sarebbe pressocché obbligata. I concorrenti non mancano.

Piero Bitetti, presidente del consiglio comunale, ha sicuramente voglia di confrontarsi, a meno che le elezioni politiche, nelle quali potrebbe essere impegnato Donato Pentassuglia, non liberino il posto di quest’ultimo in consiglio regionale, dove gli subentrerebbe proprio Bitetti. Scalpita anche il vicesindaco Lucio Lonoce e con lui il capogruppo del Pd in cosniglio comunale, Gianni Azzaro. Due nomi che, in caso di primarie, sarebbero quasi certamente in campo. Mancherebbe all’appello una figura femminile, magari esterna al Pd. C’è chi vorrebbe coinvolgere Floriana de Gennaro.

L’imprenditrice con il suo movimento #lascelta, al momento però si muove indipendentemente dagli schieramenti. Nell’universo femminile potrebbe nutrire ambizioni l’ex assessore Anna Rita Lemma. Piuttosto attivo è anche Pino Lessa, direttore dell’Aci e già consigliere comunale: potrebbe essere della partita. Come dovrebbe esserlo anche l’ex procuratore della Repubblica, Franco Sebastio. Da vedere se in proprio o come candidato di uno schieramento più ampio, di respiro prevalentemente civico. Nelle ultime ore è affiorato il nome di Rosa De Benedetto, già dipendente comunale sulla quale potrebbe esserci il gradimento del sindaco uscente Ippazio Stefàno.

Al fermento non si sottrae il mondo ambientalista: Fabio Matacchiera ha fatto sapere che sarà in campo, a patto di avere una adeguata e finora non meglio precisata risposta di piazza. Altro nome gettonato è quello di Vincenzo Fornaro: l’imprenditore agricolo della Masseria Carmine che potrebbe guidare i Verdi. Nel M5S le opzioni sarebbero diverse: ai nomi già noti di Bartolomeo Lucarelli e Francesco Nevoli si è aggiunto anche quello di Ennio Ceccanti.

E il centrodestra? La pista che porta al presidente della Provincia, Martino Tamburrano, resta in piedi. Poi c’è da capire cosa farà Giancarlo Cito: proverà a candidarsi direttamente (grovigli giuridici permettendo) o punterà sul figlio Mario? La presenza di AT6 avrà comunque un peso, sia in caso di corsa solitaria che nell’ipotesi di alleanza col cenotrdestra o con una parte di esso.