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Idee e programmi su ambiente e sanità

«Intendo ufficializzare il miovo invito all’arcivescovo,
mons. Filippo Santoro, perchè adotti le iniziative necessarie per
elevare San Cataldo a Compatrono mondiale dell’Ambiente, che
si faccia promotore, nella sede preposta, perchè il nostro santo
sia affiancato a San Francesco d’Assisi».

E’ l’annuncio di Massimo
Brandimarte, candidato sindaco per Sds e Lista Brandimarte. «Ad
elevare San Francesco a Protettore dell’ambiente fu Papa Giovanni
Paolo II nel 180, con una bolla papale che diede seguito ad una
petizione a cui aderirono in tutto il mondo anche autorevoli personalità.
L’elevazione del nostro San Cataldo, accanto al Poverello
d’Assisi – spiega Brandimarte – può avvenire con una petizione
che può essere promossa a Taranto poichè in alcuni casi sono le
stesse comunità cittadine a farsene carico. San Cataldo è il Santo
Protettore di una Città per tanti anni martoriata dall’inquinamento,
quindi il Santo ideale per affiancare San Francesco d’Assisi».

Il candidato sindaco Vincenzo Fornaro, sostenuto dalle liste ‘Taranto
Respira’, ‘Partecipazione è cambiamento’ e ‘Dema’, apre alla
riflessione sulla riqualificazione urbana e sociale di Taranto Vecchia.
«In questi giorni, grazie ad una serie di eventi lodevoli legati ai
festeggiamenti patronali e al festival del cinema documentario
Marcellino De Baggis, i vicoli tornano ad animarsi di tanta gente e
respiriamo davvero quello che potremmo essere diversificando gli
investimenti economici sul territorio.

Un cambiamento di paradigma
radicale che parte dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo
Sostenibile (Goals) dell’Agenda 2030, in cui Taranto deve recitare
la parte di protagonista. Traguardi definiti dall’Organizzazione delle
Nazioni Unite in chiave di internazionalizzazione e sviluppo globali,
che da noi non possono prescindere dalla rigenerazione di un’area
ricca di storia e di identità culturale come Città vecchia. Interventi
che devono includere una cooperazione innovativa tra parter locali,
come imprese, sindacati, università, associazioni, e Comune, tutti
insieme per lavorare ad unico piano di riqualificazione nell’ambito di
una rinnovata programmazione urbanistica».

Intanto, Mario Cicoria
(movimento Ambiente e Lavoro), in merito alla realizzazione del
nuovo ospedale S. Cataldo, s’interroga: «perché costruirlo su terreni
che devono essere espropriati e quindi pagati? E poi, perché costruire
il nuovo ospedale in una zona dove bisogna realizzare opere
urbanistiche con costi di svariati milioni, quando il terreno della
Fintecna è a poca distanza dagli allacciamenti e quindi con costi
molto ridotti, oltre ad avere una facile accessibilità viaria? Chi ha
interessi in questa operazione? Certamente non ii tarantini, i quali
dovrebbero farsi carico di tanti costi in una situazione economica
delle casse comunali disastrosa. Insomma, siamo di fronte all’ ennesimo
spreco di denaro pubblico, peraltro in violazione del piano
regolatore del 1974 che, per quanto abbisognevole di sostanziali
modifiche, è ancora in vigore».