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Cultura, la proposta di Massafra

Dal prof. Piero Massafra riceviamo e di seguito pubblichiamo.
Ricomposta la legittima euforia del risultato elettorale da parte degli schieramenti che hanno permesso al neo-sindaco di tagliare il nastro, ci permettiamo rammentare che la rappresentanza politica che si accinge a governare la città e l’opposizione sono esigua espressione di una città iperbolicamente assente.
In questa indisponibilità quasi generale dei cittadini a fornire nel voto particolare forza sia ai vincitori che ai non vincitori, e valutata con rispetto critico la scelta di importanti formazioni di attendere tempi e uomini migliori per portare fino in fondo il consenso loro espresso, ed anche lo sfaldarsi rapidissimo di altriraggruppamenti, a mio avviso un elemento di assoluta novità ha caratterizzato tutta la “campagna”, le ultime sue fasi decisive, o forse sarebbe meglio dire la recente tensione civile, sociale, politica e culturale di Taranto: Il gruppo civico che ha sostenuto Bitetti, che si configurerà a breve quale organizzato e strutturato movimento politico, è “velleitariamente” convinto che gran parte dell’astensionismo può essere recuperato dalla chiarezza delle proposte, dalla libertà nell’agire, dallo spessore umano e dalle competenze professionali dei responsabili in operando. E perciò intende offrire al sindaco di Taranto la collaborazione di personalità che da decenni a Taranto hanno culturalmente e politicamente operato con interesse “disinteressato” nella valorizzazione delle risorse della città.
Quanti,in diverse formazioni politiche, hanno contribuito anche con il proprio consenso personale a conseguire il risultato,non è detto che tale consenso debbano necessariamente esprimerlo in esecutivo, ma più proficuamente contribuire a che il Consiglio possa compiutamente esprimere il necessario e auspicato primato d’indirizzo politico programmatico che è il suo compito primario e motivo della sua esistenza.
Sono certo che, data la situazione e anche la consapevolezza della misura del consenso su cui poggia questa maggioranza, sia indispensabile dunque nella configurazione del “governo” tentare un’attrazione ed un ampliamento “a posteriori” della base elettorale, facendo poco ricorso al “manuale Cencelli”, misurato ed oculato impiego di “esterni” che alle competenze potrebbero non affiancare una sedimentata civica “circolazione sanguigna” e che si voglia invece, e finalmente, dare spazio a quanti di fatto, in questi lunghissimi decenni, nella cultura e nella dimensione amministrativa hanno rappresentato l’esistenza di una Città di livello europeo, grazie alla propria coerenza, alle realizzazioni e alle riconosciutissime competenze professionali.
Auspico personalmente, ma credo di interpretare le aspettative di molta parte dell’opinione pubblica cittadina, che il nuovo sindaco voglia valutare con autentico spirito “civico” queste antiche istanze del nostro popolo.
Piero Massafra