x

x

Un partito del Sud per il riscatto del Sud

L'opposizione all'autonomia differenziata
Il Mezzogiorno visto dal satellite

Mezzogiorno Federato, dopo tre anni di proficuo lavoro di elaborazione di idee e di proposte progettuali, si trova nella necessità di scegliere come proseguire la propria attività. Certamente, non si può, né si deve, sottovalutare la forza rivoluzionaria delle idee. Prendiamo, ad esempio, l’idea di realizzare un ponte sullo stretto di Messina. Essa è antica e ci riporta alle iniziative governative di Craxi Presidente del Consiglio e di Signorile ministro dei trasporti.

Ma in Italia, negli ultimi anni, è stato Mezzogiorno Federato, quasi in solitudine, a riproporne con inossidabile impegno e con instancabile continuità la necessità assoluta per il nostro Paese di realizzarlo. Oggi il governo guidato da Meloni manifesta questa volontà ed agisce di conseguenza e noi non possiamo che costatare che la nostra lunga battaglia ideale, culturale e promozionale incomincia a dare i suoi frutti e proseguire nell’impegno per centrare l’obiettivo. Altre volte, le sole idee, anche se splendidamente elaborate ed esplicitate, non fanno registrare un seguito. Ad esempio, l’idea di federare le regioni del Mezzogiorno per una programmazione e gestione comune di interventi strutturali in alcuni comparti, che peraltro ha dato vita alla nostra organizzazione, non ha avuto concreto seguito, nonostante i nostri sforzi, per l’egoismo e la miopia politica dei governanti regionali e ciò, per restare all’attualità, sta avendo per il Mezzogiorno conseguenze disastrose. Ed, infatti, i fondi del PNRR destinati al Sud, minori rispetto ai desiderata dell’UE, rischiano di non essere spesi o di essere spesi male in opere non strategiche. Dunque, le buone idee per diventare realtà debbono trovare accoglienza nelle Istituzioni e chi le produce deve necessariamente guardare alle Istituzioni dall’interno di esse. Purtroppo, le elezioni anticipate ci hanno colto di sorpresa ed il poco tempo disponibile ha impedito a Mezzogiorno Federato di partecipare.

Nonostante ciò, abbiamo lanciato l’idea del Mezzogiorno all’opposizione, tanto più valida oggi in presenza di una maggioranza parlamentare che pensa di dar corso alla cosiddetta “Autonomia differenziata”, che andrebbe a confermare per l’eternità un Paese a due velocità, con il Mezzogiorno abbandonato a se stesso senza solidarietà, immobile, impelagato nei suoi ritardi infrastrutturali, sociali ed economici. Peraltro, non c’è da sperare sulla ex sinistra, dal momento che il più autorevole candidato alla guida del PD è apertamente schierato per l’attuazione dell’Autonomia differenziata, mentre il più importante governatore del Mezzogiorno, dello stesso partito, si dichiara d’accordo per presunzione ed autoreferenzialità. Stando così le cose, Mezzogiorno Federato deve decidersi. O si resta movimento culturale, che pensa, elabora, progetta sulla carta, anche molto bene, ma con il rischio di girare a vuoto senza risultati pratici per le nostre comunità. Oppure si rompono gli indugi e si tenta l’unica strada possibile e cioè fare di Mezzogiorno Federato un vero partito, un partito del Sud per il Sud. Attenti: questa scelta comporterà un grande lavoro per il coinvolgimento della componente della società meridionale riformista, che non si arrende e che ancora crede nel riscatto del Sud. Questa componente della società meridionale si esprime in migliaia di associazioni culturali, alcune anche di ispirazione socialista, ambientaliste, in società del terzo settore, in movimenti di ispirazione cattolica a servizio dei deboli. Con questo mondo occorre, con un lavoro certosino, entrare in contatto, per verificare là fattibilità della costruzione di un partito che persegua l’obiettivo del riscatto del mezzogiorno, contando sulla solidarietà di quanti possono contribuire per tenere in piedi il conseguente, necessario modello organizzativo.