Superbonus 110%: in arrivo sanzioni penali ed amministrative per i tecnici asseveratori

Il Consiglio dei Ministri nella seduta n. 62 ha la scorsa settimana approvato il decreto-legge contenente “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia e sull’elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili”. Il nuovo testo normativo prevede che sarà possibile cedere il credito solo per tre volte e comunque esclusivamente in favore di banche, imprese di assicurazione e intermediari finanziari. Modifiche anche in materia di cessioni parziali, che non saranno più possibili dopo la prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate.

Il provvedimento interviene per sbloccare il processo di cessione del credito dei bonus edilizi che ha subìto un rallentamento a seguito delle indagini in corso. A tal fine viene introdotto un codice identificativo univoco del credito ceduto per consentire la tracciabilità delle cessioni. Novità importanti si registrano soprattutto in tema di sanzioni sia di natura penale che di natura amministrativa per i tecnici abilitati che espongono nelle asseverazioni informazioni false o omettono di riferire informazioni rilevanti in riferimenti ai requisiti tecnici, al progetto, o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero che attestano falsamente la congruità delle spese. Le modifiche di cui innanzi si ottengono dunque con l’inserimento all’art. 119 del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34 (cosiddetto “decreto rilancio”), convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, del seguente comma 13-bis.1: “Il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni di cui al comma 13, espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesta falsamente la congruità delle spese, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata”.

Altra modifica importante poi la troviamo in materia assicurativa: viene prevista la stipula di una assicurazione per ogni intervento comportante attestazioni o asseverazioni, con massimale pari agli importi dell’intervento oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni. Il decreto-legge poi prova a sbloccare l’impasse venutasi a creare a seguito delle ultime modifiche apportate al meccanismo di cessione del credito di cui all’art. 121 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio). Le nuove misure intervengono dunque sul numero di cessioni del credito possibili; sulla frammentazione dei crediti fiscali, sulle sanzioni a carico dei tecnici che si occupano di asseverazioni, sui termini di utilizzo dei crediti d’imposta sottoposti a sequestro penale. Il primo articolo del nuovo Decreto Legge interviene sull’art. 121, comma 1 del Decreto Rilancio, quello che definisce le due opzioni alternative che dunque diventeranno: un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, cedibile dai medesimi, ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione; la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, fatta salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’articolo 64 del predetto Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia ovvero imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia ai sensi del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, ferma restando l’applicazione dell’articolo 122-bis, comma 4, per ogni cessione intercorrente tra i predetti soggetti, anche successiva alla prima. In questo modo il sistema consentirà, dopo l’acquisizione del credito, di cederlo altre 2 volte, ma solo nei confronti di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo o a imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia. Ai predetti soggetti permane l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa.

Per informazioni e contatti scrivi una e-mail all’indirizzo: avv mimmolardiello@gmail.com

Avv. Mimmo Lardiello

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