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Covid 19, attività commerciali e riduzione canone di locazione

Covid 19, attività commerciali e riduzione canone di locazione

Il Covid 19, oltre all’impatto drammatico avuto sulla salute pubblica, ha colpito mortalmente anche l’economia. Molte attività commerciali, infatti, sono state letteralmente ed irrimediabilmente travolte durante il periodo della pandemia. Questa settimana, nella nostra rubrica ci soffermeremo su un aspetto specifico e particolarmente sentito: i canoni di locazione arretrati delle attività chiuse nel periodo della pandemia.

Al riguardo si è espressa di recente l’Autorità Giudiziaria, stabilendo, nel caso di un ristoratore, il quale non aveva corrisposto i canoni di locazione dovuti durante i periodi di lockdown dei cittadini e chiusura di alcune tipologie di attività commerciali, che: a) i canoni di locazione e le spese condominiali devono essere corrisposti dal conduttore al proprietario dell’immobile, anche con riferimento al periodo delle chiusure; b) i canoni di locazione di cui al precedente n.1 devono, però, essere ridotti alla metà. Il Tribunale occupatosi della materia ha preso le mosse dal quadro normativo, in generale, delineatosi nel periodo emergenziale e, quindi, in particolare, dalle disposizioni concernenti la chiusura delle attività non ritenute di carattere essenziale. Inoltre, è stata esaminata, sulla base della difesa svolta dal ristoratore, l’articolo del codice civile concernente l’impossibilità parziale della prestazione. Partendo da tali riferimenti, quindi, l’Autorità Giudiziaria – dopo aver rilevato che, per circostanze oggettive non imputabili alle parti, il contratto di locazione era rimasto parzialmente inadempiuto – ha sancito che il proprietario dell’immobile ha diritto a percepire il canone di locazione e gli oneri condominiali per il periodo di emergenza pandemica ma in misura ridotta del 50% rispetto all’importo contrattualmente previsto.

Avv. Emilio Graziuso
Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca