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Acquisto e possesso di fuochi d’artificio e botti illegali

Quando si può parlare di materie esplodenti e quando di veri e propri esplosivi?
Botti di Capodanno

Molti nostri concittadini, ma non solo, sono soliti “celebrare” le feste facendo esplodere petardi e fuochi d’artificio. In alcuni casi, come purtroppo anche quest’anno, si verificano episodi gravissimi. Non tutti sanno, evidentemente, che questi strumenti possono essere molto pericolosi, soprattutto se gestiti impropriamente e se acquistati in ambito di mercati non autorizzati.

Appare dunque utile tracciare di seguito il perimetro legislativo relativo alla detenzione illecita di quelli che vengono comunemente denominati “petardi”. In effetti, la legge punisce severamente la detenzione illegale di esplosivi e di materie esplodenti. Secondo la Corte di Cassazione, però, bisogna distinguere tra le due ipotesi: una cosa, infatti, è l’acquisto di “botti” di Capodanno illegali, altra è la conservazione di esplosivi in grado di uccidere. Qual è la differenza? Quando la detenzione di petardi è reato? Scopriamolo insieme. Detenzione materie esplodenti: è reato? La legge punisce sia la detenzione sia l’omessa denuncia di materie esplodenti. Per la precisione: chiunque, senza la licenza dell’autorità o senza le prescritte cautele, fabbrica, tiene in deposito, vende o trasporta materie esplodenti, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda fino a 247 euro (art. 678 Cod. pen.); chi omette di denunciare all’autorità che egli detiene materie esplodenti di qualsiasi specie, ovvero materie infiammabili, pericolose per la loro qualità o quantità, è punito con l’arresto fino a dodici mesi o con l’ammenda fino a 371 euro (art. 679 Cod. pen.).

Materie esplodenti: cosa sono? Secondo la giurisprudenza, per materie esplodenti si intendono non solo i composti chimici in sé capaci di esplosione, ma anche i congegni, gli involucri e gli accessori fisicamente collegati a tali composti chimici, necessari e utili al loro impiego. Pertanto, tra le materie esplodenti vanno fatti rientrare senz’altro petardi e fuochi d’artificio. Orbene, la mera detenzione di materie esplodenti costituisce reato se tale materiale: • è acquistato illegalmente, cioè da soggetti ai quali non potrebbe essere venduto (e, in tal caso, scatta anche la responsabilità penale del venditore); • è acquistato oltre i limiti consentiti dalla licenza di cui si è in possesso; • è conservato senza le necessarie cautele (ad esempio, fuochi d’artificio e petardi sono custoditi accanto a fonti di calore, oppure sono pericolosamente ammassati formandone una grande quantità; ecc.). Detenzione materiale esplosivo: cos’è? La legge italiana punisce in maniera decisamente più severa (reclusione da uno a otto anni e multa da tremila a ventimila euro) chi illegalmente detiene a qualsiasi titolo armi o parti di esse, munizioni, esplosivi o aggressivi chimici. La differenza tra questo reato e quello sopra visto è presto detta: mentre la prima riguarda le materie esplodenti che non sono idonee a provocare un effetto micidiale di vasta portata, gli esplosivi di cui al secondo reato sono connotati da una maggiore pericolosità, capace di provocare una rapida e violenta liberazione di energia da cui derivi un effetto micidiale e distruttivo, tale da poter essere equiparato alle conseguenze cagionate dall’impiego di armi da guerra.

Fuochi d’artificio e petardi sono classificati dalla legge in base alla quantità di massa attiva contenuta e sulla potenza in decibel prodotta allo scoppio. In particolare, sono petardi: • di Categoria 1): quelli a rischio estremamente basso e di rumore trascurabile. Per l’utilizzo bisogna avere almeno 14 anni. In questa categoria rientrano le stelle filanti; • di Categoria 2): quelli fino a 0,5 grammi di polvere M100, 1 grammo di polvere M80 oppure 6 grammi di polvere nera. Il rumore non deve superare i 120 decibel. Sono riservati ai maggiorenni. In questa categoria rientrano i cosiddetti “Magnum”, i “Mefisto Manna” e i “Miniciccioli”; • di Categoria 3): quelli fino a 10 grammi di polvere esplosiva. Il rumore non deve superare i 120 decibel. Per l’utilizzo, c’è bisogno del porto d’armi o del nulla osta rilasciato dal questore; • di Categoria 4): i cosiddetti petardi professionali, con una quantità di polvere più alta rispetto alle altre categorie. Non ci sono limiti di decibel. Per l’utilizzo c’è bisogno di competenze specifiche. Dunque, a seconda della classificazione dei fuochi d’artificio o dei petardi (stilata in base alla loro pericolosità), essi possono essere venduti solamente a determinati soggetti, e cioè: • a chi abbia compiuto i quattordici anni; • a maggiorenni, dietro esibizione di carta di identità in corso di validità; • a maggiorenni muniti di nulla osta rilasciato dal questore ovvero di una licenza di porto d’armi. I petardi ritenuti in assoluto più pericolosi (quelli appartenenti alla Categoria 4) non sono destinati alla libera vendita, in quanto possono essere ceduti dai fabbricanti o dai distributori solamente a persone con conoscenze specialistiche, cioè a coloro che abbiano ottenuto specifica autorizzazione statale. In buona sostanza, dunque, i minorenni possono acquistare solamente i petardi di Categoria 1), i meno pericolosi.

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