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Collocamento obbligatorio di lavoratori con disabilità, sanzioni più severe nel 2022 per le imprese inadempienti

Lavoratori con disabilità

Il collocamento obbligatorio di lavoratori che presentano forme di disabilità è previsto dalla legge 68 del 1999 ed è stato introdotto per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro a condizione che la patologia del soggetto sia comunque compatibile con l’esercizio di una funzione lavorativa. La legge prevede che le imprese che si trovino nelle seguenti situazioni debbano provvedere ad assumere: un lavoratore disabile, per le aziende da quindici a trentacinque dipendenti; due lavoratori disabili, per le realtà da trentasei a cinquanta dipendenti; il 7% dei lavoratori occupati per le realtà con cinquantuno o più dipendenti. Entro sessanta giorni dal momento in cui sorge l’obbligo (per effetto del raggiungimento delle soglie occupazionali citate) l’azienda è tenuta a presentare domanda di assunzione obbligatoria agli uffici competenti per il territorio, generalmente ascrivibili ai servizi pubblici di collocamento.

Esistono evidentemente delle deroghe che consentono a determinate tipologie di imprese di non assumere obbligatoriamente lavoratori in condizione di disabilità per via, generalmente, della natura della attività svolta. Si tratta di imprese che operano nei settori per i quali non si applicano le norme del collocamento obbligatorio (ad esempio il settore edile relativamente al personale di cantiere o addetto al trasporto); imprese per le quali si applica la sospensione degli obblighi di assunzione perché coinvolte in procedure di Cassa integrazione straordinaria, Contratti di solidarietà, licenziamenti collettivi, accordi aziendali per l’incentivo all’esodo di lavoratori prossimi alla pensione; imprese esonerate parzialmente perché svolgono attività incompatibili o con rischio INAIL elevato. Proprio queste ultime, previa domanda, possono essere dispensate dall’assumere lavoratori disabili dietro pagamento del contributo esonerativo, nel rispetto della procedura disciplinata dal Decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale numero 357 del 7 luglio 2000. L’importo pari ad euro 39,21 a valere dal 1° gennaio 2022, dovrà essere moltiplicato per ogni risorsa non occupata e per tutti i giorni lavorativi individuati dal CCNL applicato, nello specifico cinque giorni se si adotta la settimana corta dal lunedì al venerdì ovvero sei giorni se il sabato è considerato lavorativo.

Contestualmente alla presentazione della domanda di esonero, le aziende sono tenute a versare il contributo in questione al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, secondo modalità differenti in base alla singola regione. Alcune imprese possono fruire di una forma di esonero non totale, e cioè parziale, se pur in presenza di un numero di dipendenti superiore a trentacinque unità, la tipologia di lavoro è faticosa o pericolosa anche per le condizioni ambientali in cui è svolta e non è possibile assegnare ai disabili mansioni compatibili con la loro condizione psico fisica. L’esonero parziale non spetta alle realtà con un numero di lavoratori da quindici a trentacinque dal momento che le stesse sono tenute ad occupare un solo dipendente disabile. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, le realtà soggette alla normativa sulle assunzioni obbligatorie, sono tenute a trasmettere in via telematica al Servizio territorialmente competente, un prospetto di riepilogo contenente: il numero complessivo degli occupati; il numero e i nominativi dei lavoratori disabili computati nella quota di riserva; i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori con disabilità risultanti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. L’obbligo di inviare il prospetto ricorre unicamente se, rispetto all’ultima trasmissione, si sono verificati cambiamenti nella situazione occupazionale. Se nel corso dell’anno ed in virtù di variazioni nell’organico, l’azienda è tenuta ad assumere lavoratori disabili, deve farlo come detto entro i sessanta giorni successivi alla scopertura, senza necessità di inviare un nuovo prospetto informativo.

Cosa accade nella ipotesi in cui l’impresa non si adegui alla normativa circa la trasmissione dei dati? Dal primo gennaio 2022 la sanzione amministrativa in caso di mancato invio del prospetto informativo è pari ad euro 702,43 cui si aggiungono 34,02 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo. E’ opportuno ricordare che in caso di omesso pagamento (totale o parziale) del contributo esonerativo, lo stesso è maggiorato in una percentuale compresa tra il 5 ed il 24% su base annua. Le sanzioni intervengono ovviamente anche nel caso in cui l’impresa decida non solo di non trasmettere il dato necessario al calcolo delle percentuali di assunzione obbligatoria dei lavoratori con disabilità ma anche in quello in cui decida di omettere completamente tale assunzione pur non essendone esonerata. Nello specifico le imprese tenute per legge alla assunzione di lavoratori in condizione di disabilità, compatibile con l’esercizio di una mansione da svolgere nella azienda e che non possano essere esonerate per le ragioni di cui in precedenza saranno tenute a versare una sanzione pari ad euro 196,05 al giorno per ogni lavoratore non assunto. Una misura di civiltà la cui omissione può costare molto cara.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale