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Decreto Aiuti, le novità in materia di consumi energetici e superbonus

Energia, imprese, politiche sociali e crisi Ucraina

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio 2022 il D.L. n. 50/2022 (decreto Aiuti), recante “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina”.

Sono molte le novità attese in particolare in favore dei ceti più deboli della popolazione.

Con riferimento ai bonus sociali elettricità e gas viene rafforzato lo strumento ed esteso a tutto il terzo trimestre 2022. Non è tuttavia ancora determinato il quantum del contributo. Si chiarisce che ai fini delle dichiarazioni ISEE, l’art. 6, D.L. n. 21/2022 (che ha innalzato da 8.256 euro a 12.000 euro – dal 1° aprile 2022 al 31 dicembre 2022 – la soglia ISEE ai fini dell’applicazione dei bonus sociali elettricità e gas), si interpreta nel senso che nel caso in cui le bollette siano state già pagate, l’importo eccedente sarà compensato nelle fatture successive. Se la compensazione è impossibile, l’importo spettante sarà rimborsato automaticamente entro il 31 dicembre 2022.

Qualora invece il pagamento non sia stato ancora effettuato, l’importo delle bollette verrà rideterminato con applicazione del bonus. Sostegni per il settore energetico e gas arrivano anche a favore delle imprese con l’introduzione di uno speciale credito di imposta distinguendo tra imprese energivore e non energivore.

Il credito di imposta per le imprese non energivore può essere fruito da imprese non energivore dotate di contatori di energia elettrica di potenza pari o superiore a 16,5 kW ed è riconosciuto sulle spese sostenute per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel corso del secondo trimestre del 2022, in caso di incremento del costo per kWh calcolato sulla media del primo trimestre 2022, al netto di imposte ed eventuali sussidi, superiore al 30% del corrispondente prezzo medio nel primo trimestre 2019. Con la disposizione in commento, l’aliquota, fissata dal D.L. 21/2022 al 12%, viene aumentata al 15% (comma 3);

Il credito di imposta per le imprese non gasivore è riconosciuto sulla spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019. Con la disposizione in commento, l’aliquota, prevista dal D.L. n. 21/2022 nella misura del 20%, è aumenta al 25% (comma 1);

Il credito di imposta per le imprese gasivore è riconosciuto sulla spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nel secondo trimestre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media riferita al primo trimestre 2022 dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al primo trimestre 2019.

Soni in previsione anche crediti di imposta per il settore autotrasporti: viene istituito un credito di imposta a favore delle imprese esercenti le attività di trasporto di merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell’anno 2022 per l’acquisto del gasolio impiegato in veicoli, di categoria euro 5 o superiore, utilizzati per l’esercizio dell’attività, al netto dell’IVA.

Credito di imposta per le imprese gasivore per il primo trimestre 2022. A favore delle imprese a forte consumo di gas naturale, all’articolo 4 è prevista la concessione di un credito d’imposta pari al 10% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nel primo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita all’ultimo trimestre 2021, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

Il credito d’imposta: – è utilizzabile esclusivamente in compensazione entro la data del 31 dicembre 2022 (non si applicano i limiti di cui all’art. 1, c. 53, legge n. 244/2007, e di cui all’art. 34, legge n. 388/2000); – non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap; – non rileva ai fini del rapporto di cui agli art. 61 e 109, c. 5, TUIR; – è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto; – è cedibile, solo per intero, dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, fatta salva la possibilità di 2 ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario ovvero imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia. In caso di cessione del credito d’imposta, le imprese beneficiarie richiedono il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al credito d’imposta.

Con il decreto arriva anche la tanto attesa proroga del superbonus 110% per le unifamiliari. Viene disposto che per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche, di cui all’art. 121, c. 9, lett. b), D.L. n. 34/2000, la maxi detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 (anziché 30 giugno 2022, come previsto dalla legge di Bilancio 2022) siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Viene precisato che ai fini del computo della suddetta percentuale del 30% possono essere compresi anche i lavori non agevolati dal superbonus.

Francesco Andrea Falcone

Dottore Commercialista – Revisore Legale