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Fisco in campagna elettorale, le proposte dei partiti

Il 25 settembre il voto: tra gli argomenti più sentiti la “questione fiscale”
Euro

Questa improvvisa campagna elettorale per le elezioni della Camera e del Senato ha costretto quasi tutti gli schieramenti politici ad affrontare il tema del fisco, ciascuno con proposte diverse ma tutte accumunate dalla richiesta di un Fisco più semplice. Alcuni siti di approfondimento fiscale, come Informazione Fiscale, hanno fatto una interessante analisi delle proposte dei partiti setacciandone il contenuto dei programmi, quasi tutti online sui siti di riferimento.

Di seguito la sintesi che ne è emersa. La proposta del Partito Democratico prevede un’opzione di autoliquidazione mensile delle imposte per partite IVA, autonomi e liberi professionisti e professioniste in alternativa al sistema saldo acconto. Il programma prevederebbe inoltre una proroga del contratto di espansione, una semplificazione degli adempimenti attraverso il Codice tributario unico, lo sviluppo del fisco digitale, l’abolizione delle micro-tasse, e l’attuazione della riforma della giustizia tributaria; ancora si prevede il contrasto all’evasione fiscale estendendo la tracciabilità dei pagamenti, incrociando le banche dati, potenziando le Agenzie fiscali, premiando maggiormente i contribuenti che pagano, riformando la riscossione. Inoltre è prevista una proposta di riforma fiscale volta a realizzare una riduzione del carico IRPEF, a partire dai redditi medi e bassi e una razionalizzazione delle agevolazioni fiscali, trasformando quelle di valenza sociale (spese sanitarie, scolastiche, etc.) in erogazioni dirette ai contribuenti, compresi gli incapienti.

In ultimo è prevista una tassazione agevolata per il secondo percettore di reddito in famiglia, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di lavoro, dare impulso all’occupazione femminile, far emergere il lavoro nero e favorire il ritorno nel mondo del lavoro, dopo il congedo di maternità obbligatorio. Anche per il PD l’IRAP va superata. Il programma della Lega prevede una riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi; no a patrimoniali dichiarate o mascherate; abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per lo Stato; pace fiscale e “saldo e stralcio” con la previsione di un accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione del pregresso; politiche fiscali ispirate al principio del “chi più assume, meno paga”; estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato; semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione del complesso sistema tributario; riforma della giustizia tributaria e superamento dell’eccesso peso del sistema sanzionatorio; introduzione del “conto unico fiscale” per la piena e immediata compensazione dei crediti e dei debiti verso la PA.

Il programma del Terzo Polo, Azione e Italia Viva prevede invece: interventi sull’IRPEF e cioè introduzione di un minimo esente; unificazione tra detrazione per lavoro autonomo e lavoro dipendente; semplificazione dell’imposta, spostando tutte le spese fiscali in un sistema di rimborso diretto; semplificazione della struttura delle aliquote; detassazione per i giovani; creazione della tassazione negativa, sul modello anglosassone; detassazione straordinaria per il 2022 di una extra mensilità che le imprese potranno scegliere di erogare ai propri dipendenti per alleviare gli effetti dell’inflazione; interventi sull’IRAP: completamento dell’abolizione; interventi sull’IRES: uniformazione del bilancio fiscale a quello civilistico; detassazione completa per gli utili trattenuti in azienda e per quelli destinati a schemi di partecipazione da parte dei lavoratori; aliquote dimezzate per cinque anni in caso di fusioni tra imprese; riordino normativo e unificazione del sistema dei crediti di imposta in caso di comportamenti virtuosi e/ o in linea con la transizione ecologica; estensione della procedura di predeterminazione del carico di imposta; introduzione di un sistema IVA a due aliquote, una ridotta e una ordinaria; modifica del regime forfettario con uno scivolo biennale di tassazione agevolata che accompagni gradualmente l’ingresso alla tassazione ordinaria Irpef in caso di superamento del limite di 65.000 euro; riduzione della tassazione del risparmio; digitalizzazione e semplificazione per intervenire su riscossione e lotta all’evasione; codificazione della normativa tributaria; incentivi al welfare aziendale e alla previdenza complementare per i giovani; federalismo fiscale basato su autonomia e responsabilità; attuazione e miglioramento della riforma della giustizia tributaria.

Infine il Movimento 5 Stelle, protagonista della precedente stagione fiscale introduce il cashback fiscale: introduzione di un meccanismo che permetta l’immediato accredito su conto corrente delle spese detraibili sostenute con strumenti elettronici. In questo modo semplifichiamo la vita dei contribuenti e contrastiamo l’evasione cancellazione definitiva dell’IRAP a beneficio di tutte le imprese; taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori, per ridurre più incisivamente la differenza fra il costo del lavoratore per l’impresa e il netto percepito in busta paga dallo stesso lavoratore; cessione crediti fiscali strutturale, stabilizzare l’innovativo meccanismo che ha decretato il successo del Superbonus, che è in grado di mettere a disposizione di famiglie e imprese ingente liquidità e che può essere esteso ad altre agevolazioni per investire a costi ridotti nella transizione ecologica; maxirateazione delle cartelle esattoriali per dare ossigeno a contribuenti e imprese anche dal lato della riscossione.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale