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Decreto legge Aiuti Ter, nuovi sostegni in arrivo

Importanti incentivi per la sopravvivenza di numerose imprese
Nuovi bonus in arrivo

Mentre nella Commissione Bilancio del Senato della Repubblica si tenta di porre rimedio ad alcuni limiti disposti dal precedente Decreto Aiuti, il DL Aiuti Bis, in particolare con riguardo alla nota vicenda dello sblocco dei Superbonus Edilizi per i quali pare sia stata trovata una parziale soluzione, il Governo licenzia il nuovo Decreto Aiuti, il ter, che prevede nuovi e importanti incentivi, alcuni basilari per la sopravvivenza di numerose imprese. Intanto sul Superbonus la soluzione trovata in Parlamento sarebbe quella di disporre l’esimente da responsabilità di chi acquista il credito – in prevalenza banche e istituti di credito – rispetto ad ipotesi di frodi. Allo stato attuale infatti sia il cedente che l’acquirente il credito rispondono nella ipotesi di fraudolenza nella sua generazione.

Il Decreto Aiuti Bis sarà modificato liberando gli acquirenti dal peso di questa responsabilità tranne nelle ipotesi di dolo o colpa grave. Casi sostanzialmente rarissimi. In linea di principio questo dovrebbe sbloccare numerose situazioni di crediti rimasti incagliati. Il DL Aiuti Ter invece introduce una serie di incentivi a supporto in particolare delle imprese ma anche delle famiglie in particolare per la crisi energetica che stiamo vivendo. Si parte con le imprese: vengono prorogati e rafforzati i crediti di imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. Alle imprese energivore e gasivore viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 40% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata e utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022. Per le imprese non energivore: si interviene sulle condizioni legittimanti il riconoscimento del credito d’imposta, estendendo il beneficio anche a tutte le imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW (ricomprendendo quindi anche bar, ristoranti e attività commerciali), il credito d’imposta viene esteso ai mesi di ottobre e novembre, in misura pari al 30%.

Per le imprese non gasivore il credito, per lo stesso periodo, viene fissato in misura pari al 40%. Alle imprese esercenti attività agricola, pesca, agromeccanica che hanno acquistato carburante nel IV trimestre 2022 è riconosciuto un credito d’imposta pari al 20%. Viene prevista la concessione di garanzie gratuite, da parte di Sace e del Fondo Pmi, per i finanziamenti concessi dalle banche alle imprese per esigenze relative al pagamento delle bollette emesse nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Sul fronte dello sport vengono stanziati 50 milioni di euro per l’erogazione di contributi a favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche, nonché delle federazioni sportive nazionali, che gestiscono impianti sportivi e piscine. Si passa poi al sostegno ai cittadini. In particolare è incrementato il fondo per il bonus trasporti, quello che per intendersi aiuta i cittadini a fruire di sconti maggiori per l’acquisto di servizi di trasporto pubblico. Le risorse finalizzate all’erogazione del “bonus trasporti” sono incrementate di 10 milioni di euro per il 2022. Si prevede l’erogazione di un ulteriore bonus di 150 euro per il mese di novembre 2022 a favore degli stessi soggetti che hanno potuto fruire del bonus 200 euro, pur prevedendo alcune restrizioni nelle condizioni di accesso.

Ritorna invece l’indennità a sostegno di lavoratori dipendenti e autonomi per euro 150. L’indennità sarà corrisposta soltanto ai potenziali beneficiari con redditi annui fino a 20.000 euro; per i lavoratori dipendenti, inoltre, l’indennità risulterà erogabile soltanto se la retribuzione imponibile di novembre non eccede l’importo di 1.538 euro (penalizzando così coloro che non hanno percepito stabilmente, per tutto l’anno, redditi da lavoro dipendente). Anche per i lavoratori autonomi e professionisti è prevista la corresponsione della nuova indennità una tantum di 150 euro; in questo caso, tuttavia, si tratterà di un aumento dell’importo da corrispondere, potendo così i percettori di redditi non superiori a 20.000 euro beneficiare di un’indennità di 350 euro (200+150). Si ricorda sul tema che la vicenda relativa alla corresponsione dell’aiuto una tantum in favore degli autonomi aveva destato non poche polemiche, in particolare con riguardo alla modalità di erogazione, ancora oggi non totalmente chiara, alla necessità di procedere per domanda ed al limite di reddito che il soggetto autonomo ha oltre il quale non è possibile percepire alcun aiuto. Una discriminazione che aveva suscitato numerose proteste da parte delle associazioni di rappresentanza di autonomi e imprese. Salta infine il tetto limite alle retribuzioni dei dirigenti della pubblica amministrazione, fissato in euro 240 mila annui. Era una misura imposta dal Governo nel Decreto Aiuti Bis ma è stata cancellata per effetto di un emendamento suscitando questa volta le perplessità di Mario Draghi e del suo esecutivo. Mancano pochi giorni alle elezioni e se ne dovrà occupare un prossimo Governo della Repubblica.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale