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Nuovo Governo e legge di Bilancio, primi nodi da sciogliere

Un tema complesso quello della contestuale coincidenza di date
Mario Draghi e Giorgia Meloni

Era un tema assai complesso quello della contestuale coincidenza di date, la nomina del nuovo Governo e la così ravvicinata scadenza della predisposizione della Legge di Bilancio al punto che più di qualcuno, nella maggioranza parlamentare, aveva auspicato che se ne occupasse fino alla fine lo stesso Draghi. Non sarà così e questo complica non poco le scelte che il nuovo esecutivo dovrà assumere anche in relazione ad un impianto normativo costruito dall’uscente Ministro, Daniele Franco.

Ad ereditare questa prima complicata sfida sarà Giancarlo Giorgetti ed è ancora un mistero ovviamente se preferirà affidarsi alla struttura di massima stilata sino ad ora dagli uffici del MEF o tentare una rivisitazione in chiave più propriamente politica. Di certo c’è che per Giorgetti si profila un primo compito essenziale e cioè quello di affrontare il tema del caro energia. Il sistema produttivo italiano si attende che sia estesa al mese di dicembre la procedura di rilevazione dei crediti d’imposta per gli acquisti dell’energia da parte di imprese e attività commerciali, nella modalità stabilite dal decreto Aiuti-ter e di cui abbiamo discusso. Mancano all’appello quasi 5 miliardi di euro, che rappresenteranno l’elemento cardine dell’intero provvedimento ma poi i temi ad esso connessi non sono certo finiti. Il Governo uscente aveva messo mani ad un meccanismo utile a rinforzare i bonus per le bollette delle famiglie più povere in modo da automatizzare i processi ed evitare nuove e complesse istanze da parte degli utenti. Il meccanismo di fondo dovrebbe essere quello di garantire uno sconto sulle bollette di energia e gas ai contribuenti con redditi bassi ma fuori dal collegamento col parametro ISEE il cui tetto massimo è oggi di 12 mila euro.

Pare, da indicazioni rilevate dal Sole24ore, che lo stesso Ministero competente abbia sottolineato quanto questa modalità di richiesta del contributo sia troppo complessa, sia per i tempi di acquisizione del modello ISEE sia per la scarsa conoscenza del bonus da parte delle famiglie interessate, nonostante l’opportunità in questione sia fatta già rilevare in bolletta. Era stato lo stesso Giorgetti, nella sua precedente veste di Ministro dello Sviluppo Economico a sottolineare il problema ed oggi che sarà al dicastero del Ministero della Economia e Finanze potrà direttamente occuparsene. Le sue richieste furono, nel recente passato, che il bonus, sia accreditato direttamente a chi ne ha diritto anche senza fare richiesta. La complicazione principale risiede nel fatto che il bonus si ottiene in relazione alla condizione di reddito individuale dell’intestatario della bolletta anche se il beneficio in realtà riguarda il nucleo familiare. Diverso e più agevole è l’ambito che riguarda l’estensione dei crediti di imposta per le imprese. Quello attuale scade il 30 novembre e l’auspicio è chiaramente che sia esteso almeno sino alla fine dell’anno Il costo, 4,7 miliardi al mese alle quotazioni di fine settembre, potrebbe essere corretto in base alle dinamiche dei prezzi più aggiornate. Ma la dimensione finanziaria si attesta nella misura così rappresentata e impegna non poco i pensieri del nuovo esecutivo.

Parrebbe, sempre da fonti giornalistiche, che il bonus periodico da 150 euro, utile a combattere gli effetti della inflazione, dovrebbe scomparire. La Nota di Aggiornamento al DEF indica la disponibilità di circa 10 miliardi di euro da spendere in favore dei cittadini ma se la metà verrà assorbita dai crediti di imposta rimarrà ben poco per sostenere i lavoratori. Considerate poi le previsioni del rapporto DEFICIT/PIL per il prossimo anno, in netto peggioramento rispetto a quelle di questo anno, una strategia che i tecnici del Ministero dell’Economia potrebbero usare, sempre con riferimento al maggior gettito registrato, è quella di imputare a questo anno ancora alcune spese che andrebbero affrontate nel prossimo di modo da fruire degli effetti migliori del rapporto tra deficit e prodotto interno lordo di questo anno per anticipare spese che nel prossimo potrebbero invece peggiorarlo. Affinchè sia possibile farlo occorrerà che il Parlamento autorizzi l’extragettito fiscale maturato e successivamente si affronti la questione con gli emendamenti al Decreto Aiuti Ter che già dai prossimi giorni terrà impegnata la nuova commissione in seno alla Camera dei Deputati. La stessa commissione si dovrà occupare anche di altri due temi determinanti: la questione dei mutui agevolati e garantiti per i giovani sotto i 35 anni di età che il Governo Draghi aveva inteso rilanciare e la questione del taglio delle accise su benzina e gasolio, entrambe questioni di estrema urgenza. Altre modalità di inserimento delle questioni di cui in precedenza non sembrerebbero poter essere introdotte da strumenti normativi diversi, almeno per garantire velocità ad iniziative di legge che rispettino la condizione in cui versano i cittadini a causa della crisi energetica.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale