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Decreto aiuti quater, ecco tutte le misure

In primo piano le modifiche al Superbonus: addio al 110%
Decreto aiuti quater, ecco tutte le misure

Approda nel Consiglio dei Ministri il Decreto Aiuti Quater che contiene una serie di misure attese da cittadini e imprese. Non sono tutte buone notizie, per intendersi, perché per quanto il decreto sia frutto in gran parte del lavoro del precedente Governo, l’esecutivo Meloni ha inteso comunque dare un segnale di discontinuità rispetto al passato, li dove è stato possibile effettuare rimaneggiamenti. In primis la questione Superbonus, piuttosto cara a molte imprese e molti cittadini; viene rivista completamente nella dimensione e nel novero dei destinatari.

A partire dal 25 novembre 2022 infatti, tutti i lavori segnalati tramite CILAS sconteranno una percentuale di incentivo del 90% e non più del 110%. Le proprietà estranee ai condominii potranno accedere all’incentivo in relazione al valore ISEE del proprietario che debba essere fissato in un importo inferiore ai 15 mila euro. Sembra ottimisticamente un valore eccessivamente basso e si dovrà attendere il passaggio parlamentare per una possibile revisione del tetto. Nei giorni seguenti l’approvazione del Decreto non sono state poche le critiche del Governo nel merito generale della misura che avrebbe sviluppato un “buco” di 38 miliardi di euro nel bilancio dello Stato sebbene il recente studio di Nomisma abbia certificato in verità un incremento del PIL del 7% e ottimi risultati sul piano della ripresa del settore edilizia. Sale a 5.000 euro il tetto dei pagamenti in contanti a partire dal 2023. Misura attesa e richiesta da molti operatori vede di fatto dimezzata la originaria previsione di un nuovo tetto di 10.000 euro. Viene rinnovato il contributo di euro 50 in forma di credito di imposta per le imprese che devono adattare ancora il registratore di cassa.

Non deluderanno le misure nel settore energia: sono stanziati 3,4 miliardi di euro fino al 31 dicembre 2022 per il credito di imposta delle imprese energivore e gasivore; si tratta di un rinnovo rispetto alla misura che scadeva al 30 novembre 2022. Un ulteriore sostegno alle imprese arriva dalla rateizzazione delle bollette. Per affrontare l’incremento dei costi dell’energia, potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023. La misura, finanziata attraverso un fondo del Mef che passa da 2 a 5 miliardi, è destinata alle “imprese residenti in Italia” e concede la possibilità di rateizzare le somme eccedenti l’importo medio contabilizzato nell’intero 2021; la rateizzazione decade in caso di inadempimento di due rate anche non consecutive. Per accedere alla misura le imprese dovranno compilare una domanda le cui modalità saranno definite da un decreto del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico). Arrivano sostegni anche per i lavoratori dipendenti: saranno completamente esentati da tassazione gli incentivi extracontrattuali fino a 3.000 euro l’anno.

Il tetto precedente era di 600 euro. E’ una misura che attraverso gli stipendi dei lavoratori dovrebbe aiutare a combattere l’effetto dell’inflazione. Restano fuori dal decreto ma comunque temi di particolare rilevanza per questo Governo quelli che afferiscono altre misure di revisione del sistema fiscale italiano: dovrebbe essere alzato il tetto della flat tax per autonomi e partite Iva fino all’importo di 85 mila euro l’anno e l’introduzione di una flat tax incrementale, cioè valida solo da una soglia di reddito in su per i maggiori guadagni percepiti durante l’anno e che dovrebbe riguardare anche i lavoratori dipendenti. Tema altrettanto atteso è quello di una nuova rottamazione fiscale. Lo strumento sarebbe alla sua quarta edizione e dovrebbe prevedere la possibilità nuovamente di pagare i ruoli iscritti presso gli agenti della riscossione senza sanzioni e interessi e con una rateazione più fluida. Dovrebbe tornare anche la misura del “saldo e stralcio” per le cartelle esattoriali di importo inferiore a 1.000 euro. La misura in questione, nella precedente edizione, era agganciata ad un limite di fascia di reddito determinato in relazione all’ISEE e si suppone verrà riconfermata con uno schema di funzionamento analogo. Non sono esclusi inoltre ulteriori interventi sul fronte pensionistico. In particolare su quota 41 – l’anticipo pensionistico per coloro i quali abbiano maturato 41 anni di contribuzione – il Ministro Giorgetti si è detto possibilista. Sarà il Ministro Calderone a individuare i dettagli necessari ad approfondire la misura. Annunciato inoltre l’innalzamento delle pensioni di un importo superiore al 7% per tutti i pensionati nella prospettiva di aiutarli a contenere gli effetti dell’inflazione e la sottoscrizione del nuovo contratto per i lavoratori del comparto istruzione, misura questa attesa da molti anni e che i governi precedenti non avevano ancora inteso favorire.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale