x

x

Governo Meloni: la tregua fiscale che verrà

La “Rottamazione Quater”: via sanzioni ed interessi e pagamento dilazionato
Cartelle esattoriali

Si scrive “Tregua Fiscale”, si legge sostanzialmente “Rottamazione Quater”. Per non offendere giustamente tutti coloro i quali le tasse le pagano a regolare scadenza è meglio specificare che il condono che verrà non è un vero e proprio condono ma una riproposizione parziale della precedente formula della rottamazione, inaugurata dal Governo Renzi ed arrivata alla quarta stagione, proprio come in una serie di Netflix. Via sanzioni ed interessi e pagamento dilazionato del tributo originario, questo in sintesi.

Poco male. Le misure in campo sono molte ma non è detto che vadano tutte in porto proprio come accaduto per il Decreto Legge Aiuti Quater. Prima ipotesi è lo stralcio delle cartelle esattoriali contenenti tributi di valore inferiore ad euro 1.000 iscritte al ruolo entro il 2015. Il Ministero dell’Economia precisa che non si tratta di un condono vero e proprio ma di una misura che mette sulla bilancia il costo della riscossione rispetto alle attese di incasso quasi inesistenti. In altre parole costerebbe più per lo Stato tentare il recupero di dette somme che stralciarle. Lo stralcio varrà, se la misura passerà in Parlamento, per i carichi originari e non per il valore della cartella. In presenza perciò di cartelle superiori ad euro 1.000, occorrerà guardare al valore del tributo originario e non a quello finale della cartella esattoriale, gravata da sanzioni e interessi.

Per tutti gli altri tributi iscritti a ruolo, dovrebbe avviarsi la procedura della Rottamazione, consistente, come anticipato, dalla possibilità di pagare il tributo, decurtato di sanzioni e interessi, in cinque anni con una maggiorazione del 5%. Attenzione che anche in questo caso l’adesione alla procedura sarà volontaria e su istanza da presentare all’agente della riscossione e che per tributi locali e contributi occorrerà che aderiscano alla misura sia gli enti locali appunto che le casse di previdenza pubblica o privata. Consigliabile è iniziare a dotarsi di un estratto conto delle proprie pendenze e di un modello ISEE per non trovarsi impreparati rispetto alla ammissione alla procedura. Il Governo potrebbe andare oltre prevedendo anche che per tutti gli atti impositivi non ancora andati a ruolo riferiti fino al termine massimo del 2022, sia possibile procedere alla stregua della rottamazione, ottenendo uno sgravio delle sanzioni e degli interessi e pagando una maggiorazione del 5% in cinque anni. Saltano invece e probabilmente sia la volontary disclosure che lo scudo penale in caso di adesione alla rottamazione. La prima misura riguarda il rientro dei capitali detenuti all’estero per i quali non è stata fatta adeguata dichiarazione dei redditi. La misura ebbe un certo successo in passato consentendo il rientro di diversi miliardi di euro detenuti all’estero da numerosi cittadini italiani a fronte del pagamento di una imposta sostitutiva, ma pare che alla fine il Governo non sia interessato a replicarla. Salta anche l’esimente penale in materia di adesione alla Tregua Fiscale.

La proposta era stata formulata dal sottosegretariato del Ministero dell’Economia e Finanze ma non trova un giusto riscontro in termini costituzionali atteso che una norma agevolativa sotto il profilo fiscale non possa generalmente introdurre esenzioni da responsabilità penale nelle ipotesi di evasione o omissione dal versamento del tributo. C’è tuttavia da dire che le norme penali tributarie in Italia hanno soglie di punibilità generalmente piuttosto alte e non investono il target generalista dei contribuenti italiani ma grandi evasioni. I reati di omissione di versamenti IVA o delle ritenute fiscali riguardano omissioni di pagamento superiori a centocinquantamila euro per tributo e per anno e sono punibili con la reclusione da sei mesi a due anni. I reati di compensazione di crediti fiscali inesistenti o non spettanti riguardano soglie di compensazione di importo superiore ai cinquantamila euro e prevedono nel primo caso la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni e nel secondo caso da sei mesi a due anni. I reati di omissione della dichiarazione dei redditi o dichiarazione IVA sono puniti con la reclusione da due a cinque anni con una soglia minima di mancato incasso del tributo per anno da parte dell’Erario pari a cinquantamila euro. I reati di dichiarazione infedele volta a sottrarre all’erario tributi di importo superiore ai centomila euro prevedono la reclusione dai due ai quattro anni. In buona sostanza importi comunque elevati rispetto alla platea generale dei contribuenti ma che non vanno sottovalutati comunque anche rispetto a nuove economie o professioni emergenti.

E’ di qualche giorno fa la notizia della denuncia formulata dalla Guardia di Finanza di Napoli in danno di uno YouTuber da 3,5 milioni di follower che avrebbe omesso di dichiarare guadagni per un milione di euro e imposte per quattrocentomila nell’ambito della sua attività sulla rete quale dimostratore del funzionamento di numerosi videogame. E’ il caso di dire: “quando l’evasione fiscale si nasconde dietro i lavori emergenti”.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista – Revisore Legale