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Tumore al seno, i consigli per prevenirlo a tavola

Tumore al seno, i consigli per prevenirlo a tavola

I l tumore al seno è il cancro più frequente nel sesso femminile. Al suo sviluppo concorrono molteplici fattori di rischio: • età: più del 75% dei casi di tumore al seno colpisce donne sopra i 50 anni; • familiarità: circa il 5-7% delle donne con tumore al seno ha più di un familiare stretto malato; • mutazioni genetiche BRCA1 e 2; • terapie ormonali; • esposizione a radiazioni in particolare durante la pubertà; • storia riproduttiva: lunga durata del periodo fertile, menarca precoce e menopausa tardiva, nulliparità o una prima gravidanza a termine dopo i 30 anni; • fumo; • sovrappeso/obesità; • dieta; • consumo di alcol; • vita sedentaria.

La dieta gioca un ruolo di primo piano nella prevenzione. Il numero di studi scientifici sulla relazione tra nutrizione e cancro al seno è crescente, sono numerosi gli alimenti e i nutrienti che si pensa possano essere correlati al tumore della mammella. Evidenze epidemiologiche suggeriscono che la dieta mediterranea sia associata a una diminuzione del rischio di sviluppare cancro al seno; questa si caratterizza per un elevato consumo di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine di oliva e un basso consumo di cereali raffinati, carne rossa e dolci. I potenziali effetti benefici sono attribuiti all’elevato apporto di fibre, di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, nonché all’abbondanza di alimenti vegetali che forniscono componenti antiossidanti quali flavonoidi, carotenoidi, vitamina C ed E in grado di neutralizzare i radicali liberi e prevenire il danno ossidativo. Particolare attenzione va posta al rapporto di grassi omega-3 e omega-6. Le evidenze scientifiche suggeriscono di aumentare il consumo di acidi grassi della serie omega-3 contenuti principalmente nel pesce e nelle noci e di diminuire il consumo di alimenti ricchi di acidi grassi della serie omega-6 contenuti in particolare in alcuni oli vegetali e nei cibi processati. Diete a elevato contenuto di carboidrati raffinati e zuccheri semplici aumentano la glicemia e l’insulina nel sangue, per questo si pensa siano coinvolte nell’eziologia del cancro al seno.

L’insulina agisce come un fattore di crescita e aumenta anche l’attività del fattore di crescita insulino simile come IGF-1, quest’ultimo può promuovere lo sviluppo del tumore inibendo l’apoptosi, stimolando la proliferazione cellulare e la sintesi degli ormoni sessuali steroidei, inoltre ha proprietà angiogeniche. Le donne che hanno un’alta concentrazione di IGF-1 nel sangue hanno maggior rischio di ammalarsi di tumore al seno. Alti livelli di IGF-1 si riscontrano anche in seguito a diete iperproteiche, in particolare se ricche di proteine animali e di latte. Nelle donne in cui è già stato diagnosticato un cancro al seno, mangiare quotidianamente almeno mezza porzione di latte o formaggio ad alto contenuto di grassi aumenta il rischio di recidiva. Dato che invece non emerge dal consumo di alimenti a basso contenuto di grassi. Nello studio australiano, pubblicato sul Juornal of the National Cancer Institute, sono state arruolate 1893 donne, il 75 % delle quali già in menopausa, con diagnosi di cancro al seno. Le stesse hanno poi compilato un questionario sui personali consumai alimentari: tutte mangiavano abitualmente cibi ricchi di grassi. E’ cosi emerso che , durante un follw-up lungo 12 anni, 349 pazienti hanno avuto una recidiva. Il consumo di alcol costituisce un fattore di rischio accertato per il carcinoma della mammella. Il Fondo mondiale per la Ricerca sul Cancro sottolinea come un intake di alcol di 10 grammi al giorno aumenta il rischio del 5% di sviluppare cancro al seno in premenopausa e del 9% in post menopausa. Tuttavia, studi recenti dimostrano come i consumatori di alcol molto spesso hanno livelli inadeguati di alcuni nutrienti, ciò può renderli suscettibili alla carcinogenesi attraverso vari meccanismi. Un grande studio prospettico di Harvard ha messo in evidenza come il consumo di alcol sia significativamente correlato all’aumento del rischio di cancro al seno in premenopausa solo in donne con basso introito di folati, se, al contrario, l’introito di folati è adeguato il rischio risulta attenuato. Anche l’obesità gioca un ruolo importante nell’eziologia del tumore al seno I meccanismi non sono ancora del tutto spiegati ma si pensa che il grasso corporeo possa influenzare la concentrazione di numerosi ormoni quali insulina, IGF, estrogeni, adiponectina e fattori di crescita creando un’ambiente favorevole allo sviluppo del tumore. Anche le donne che hanno avuto diagnosi di carcinoma mammario dovrebbero fare attenzione al proprio peso corporeo, infatti l’aumento di peso è associato a prognosi sfavorevoli con aumento del rischio di recidive. L’attività fisica risulta essere un fattore protettivo poiché aiuta a controllare il peso corporeo, contribuisce a diminuire la massa grassa, migliora la sensibilità all’insulina, diminuisce i livelli di estrogeni e ha effetti immunomodulanti, inoltre se fatta all’aria aperta aumenta i livelli di vitamina D. Dopo la diagnosi di tumore al seno seguire un’alimentazione corretta e personalizzata sulla base delle terapie in atto e dello stato di salute del soggetto, è fondamentale per migliorare la prognosi e ridurre il rischio di recidiva. In conclusione, modificare il proprio stile di vita è un passo importantissimo da compiere sia in chiave preventiva sia in caso di diagnosi.

 

Dr.ssa Monika Szczesna
Biologa nutrizionista
www.dieta metabolic.it