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Al Sud non si producono progetti integrati di sviluppo

Il porto di Taranto

In questi giorni si continua a leggere e a sentire che gli indici della produzione e dei consumi sono in segno positivo e in crescendo. Sicuramente gli effetti degli investimenti dei diversi piani messi in campo dall’Europa e diligentemente varati dal Governo Italiano daranno ulteriore impulso all’economia mettendo a frutto i risultati nei diversi settori: infrastrutture, tecnologia, transizione ecologica, rivoluzione digitale e riorganizzazione burocratica. A valle di tutto ciò, il Sud sarà in grado di mettere a frutto gli effetti di queste innovazioni epocali? Saprà mettere speculativamente a fattor comune gli effetti di questa rivoluzione benefica? Nel mondo si susseguono gli incontri, anche tra Grandi Potenze da sempre in competizione, per mettere a fattor comune i vantaggi dello stare insieme nel creare e mettere a frutto ogni nuova tecnologia. Il Sud avrà la forza e il coraggio di superare l’atavica frammentazione delle filiere produttive e dei servizi ? Tra i settori produttivi ha grande importanza, anche per restare al passo con le prossime sfide epocali, la logistica : il “servizio dei servizi” l’ancella per eccellenza dell’industria produttiva e del consumo.

L’organizzazione della logistica intermodale, se ben strutturata, integrata e resa efficiente è sicuramente uno degli elementi, forse il più importante, che oltre a servire meglio l’esistente attrae sicuramente sul territorio nuovi investimenti atti a produrre sviluppo esiziale al Sud per elevare il livello economico e soprattutto procurare occupazione ed arrestare l’esodo di giovani tamponando anche l’impoverimento demografico che affligge tutti i territori meridionali. L’Ing. Ercole INCALZA, grande esperto di programmazione e sviluppo delle reti di trasporto nazionali, capace, da sempre, di intuire con abbondante anticipo, le necessità infrastrutturali e organizzative del nostro paese, in un suo recente lavoro apparso su Il Quotidiano di Puglia ha magistralmente illustrato il sistema della logistica ideato e proiettato nel futuro del NORDEST ed in particolare ne ha colto l’innovazione procedurale: “Confindustria Veneto ragiona sulle infrastrutture insieme ai colleghi del Friuli Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento… Il tema travalica i confini dei tradizionali campanili… L’area è ricca di scali aerei, porti e interporti, tutti nodi logistici che potranno dialogare tra loro perché lo sviluppo deve coinvolgere tutti gli attori del territorio….” Nel nostro Sud siamo invece ancorati a gestioni settorializzate che non dialogano e che producono in modo assolutamente slegato se non addirittura in contrapposizione e in concorrenza.

Forse più che di nuove infrastrutture, oltre quelle implementate già del PNRR, il nostro SUD ha appunto necessità di fare sistema. Pensiamo all’insieme delle realtà esistenti, che se messe a sistema e dialoganti tra loro potrebbero unificare i territori in un’unica piattaforma logistica a servizio dell’intero paese favorendo nuovi investimenti e nuove realtà produttive. Le realtà portuali del sud sono di primo livello e se solo riuscissero a fare sistema unitamente agli interporti esistenti e a quelli pianificati, se si chiedesse allo Stato di ripensare la strutturazione amministrativa delle ZES per renderle finalmente fruibili, sicuramente avremmo un innalzamento del Pil probabilmente non al livello del NORD, ma sicuramente più alto di quello che purtroppo si registra ancora oggi da noi. Auguriamoci che l’esempio della collaborazione in campo sanitario imposta recentissimamente dai nefasti effetti della pandemia possa far pensare ai nostri Amministratori Regionali sia politici che di Associazioni datoriali e sociali che sia giunto il momento di mettere a frutto e a fattor comune, partendo dalla Logistica integrata, tutte le potenzialità che restano ancora inespresse nei nostri territori proprio a causa dell’isolazionismo nel quale da sempre ci crogioliamo. Sapremo sfruttare le intuizioni che tecnici illuminati e di grande esperienza sul campo continuano a fornire perché il futuro delle nostre terre possa finalmente mutare per rientrare nel novero dei paesi univocamente al passo con i “tempi moderni?” Ai nostri Amministratori ed anche ai nostri concittadini la capacità di fare sistema!

di Michele CONTE
Presidente dell’International Propeller Club Tara