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“Leonardo” Grottaglie: una Vertenza Meridionale

Prof. Raffaele Bagnardi

“Responsabilità, correttezza, integrità, trasparenza e rispetto delle regole nella conduzione del business sono i principi che guidano le nostre azioni, alla base del nostro rapporto di fiducia con tutti gli stakeholder. Promuoviamo un modo sostenibile di fare impresa e tuteliamo i diritti umani in ogni contesto in cui operiamo”. Così recita la Carta dei Valori, in cui si stabiliscono i principi che guidano le scelte del Gruppo Leonardo, azienda globale ad alta tecnologia, uno degli attori chiave nel mercato mondiale dell’industria dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Tuttavia, al momento, crescono le preoccupazioni e il sospetto di un progressivo disimpegno industriale nel Mezzogiorno (Stabilimenti di Grottaglie e Foggia, di Pomigliano e Nola). 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per oltre 3.400 lavoratori dal 3 gennaio 2022 potrebbero rappresentare l’avvio silenzioso quanto probabile di un processo di delocalizzazione e trasferimento del personale.

Abbiamo voluto conoscere l’opinione del prof. Raffaele Bagnardi, Docente di Sociologia del lavoro e della organizzazione presso l’università LUMSA, già Direttore d’Area di Puglia Sviluppo e, a suo tempo, Direttore del CISI Taranto, che, da Sindaco di Grottaglie (TA), di stretta intesa con la Regione Puglia, fu protagonista attivo dell’Accordo di Programma, creando le condizioni per l’insediamento dello stabilimento Alenia, la nascita di un polo aeronautico e la realizzazione della piattaforma logistica aeroportuale, con l’ingresso del Comune di Grottaglie nel Programma Integrato Territoriale 6 per lo sviluppo di un sistema logistico: Al momento, “Leonardo S.p.A.” gode di ottima salute economica. Gli ultimi dati della relazione finanziaria, al 30 settembre 2021, mostrano 9,6 miliardi di euro di ricavi e utili per 229 milioni, in crescita rispetto al 2020. Quindi il ricorso alla cassa integrazione non sarebbe dettato da una crisi generalizzata dell’impresa, ma da andamenti “temporanei” del solo comparto produttivo delle Aerostrutture Pare si vogliano compensare le perdite del segmento di mercato dell’aviazione civile, all’interno del bilancio aziendale, in attesa di nuove soluzioni idonee a superare il dichiarato “periodo difficile”. Ricordo, a questo proposito, che il 48,8% dell’azionariato della Holding, appartiene a investitori istituzionali e il l 30,2% al Ministero della Economia. Pertanto ci aspettiamo una opportuna considerazione per il settore produttivo dell’Aerospazio, che in Puglia e in Campania è stato, ed è ancora, determinante per le attese prospettive di progresso e sviluppo dei territori. Le politiche economiche di queste Regioni hanno scommesso moltissimo su un futuro di innovazione e di occupazione, guardando anche alla cosiddetta formula delle “Quattro A”: Aerospazio, Automotive, Agricoltura e Abbigliamento.

 Si è voluto puntare su produzioni con un favorevole mix di lavoro individuale e di automazione tecnologica?
Certo, ma con una organizzazione funzionale e una impiantistica tecnica di mediograndi dimensioni. Oggi rompere o squilibrare l’allineamento delle fatidiche “A”, potrebbe confinare di nuovo il Sud nelle economie residuali e potrebbe acuire la dipendenza dagli interventi pubblici e dall’assistenzialismo di Stato. Nonostante ciò, l’attuale grave scelta di Leonardo, presentata come una semplice gestione operativa della situazione contingente o congiunturale, sembra invece voler perseguire poco spiegate, e affatto condivise, strategie di lungo periodo, col rischio di causare qui, nell’immediato, profonde e diffuse crisi sociali e di aprire varchi a pericolose derive politico-culturali.

Lei teme che Leonardo possa abbandonare il Sud, proprio nel momento più delicato della Next generation Eu e della partenza del PNRR?
Spero proprio di no! Credo invece che, le convergenti concomitanze dei fattori in campo, possano portare all’apertura di una estesa e significativa “Vertenza Meridionale”, come la necessaria risposta delle istituzioni locali e delle comunità a certa politica nazionale, percepita distante e separante. A questo proposito, vorrei rammentare che i Comuni di Grottaglie, Foggia, Pomigliano e Nola, non hanno solo funzioni amministrative giurisdizionali, ma hanno anche funzioni politiche territoriali di area vasta. Sicché ad essi tocca l’iniziativa urgente di concertarsi tra loro e mettere in campo la questione socioeconomica, specie adesso che, oltre l’emergenza salute, stiamo subendo l’emergenza lavoro. I Sindacati, dal canto loro, continuano comunque a compiere le proprie azioni di legittimo intervento, soprattutto in diretta interlocuzione con il Governo centrale che, nel caso specifico, rappresenta pienamente la parte datoriale ed è pure relativamente responsabile della conduzione manageriale.

In conclusione ritiene che la strategia di Leonardo sia quella di provare ad essere molto forte nelle due piattaforme elicotteri e aerei, avendo come anello di congiunzione l’elettronica per la Difesa?
L’ambizione della Società è “semplice e chiara: essere leader globale negli elicotteri, leader europea nei velivoli e, nell’ambito dell’elettronica per la Difesa, essere un player molto forte in Europa e Usa”. In definitiva, lungo questa particolare evoluzione delle cose, sarebbe auspicabile per tutti che “Leonardo”, dopo la dimensione nazionale e internazionale, si aprisse, certo, al globale, ma per traguardare le economie delle transizioni scientifiche ed ecologiche e desse, in ricaduta sui territori, un corrispettivo di modernità sociale, segnatamente in termini di occupazione competenziale e di lavoro indotto d’impresa. Da tutto questo, il Sud non può essere assolutamente escluso!