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Contributo al dibattito congressuale di Alleanza Civica

Bandiere europee

Alleanza Civica è un movimento politicamente rilevante nelle aree nord-nord ovest del paese con alcuni riferimenti al centro ed una interlocuzione politica positiva con Mezzogiorno Federato. Ci accomunano molti approcci politico culturali di base, potrebbero esistere dissonanti conflitti di interesse se non mediati da una necessaria politica di sviluppo complessivo non più rinviabile per la prevalenza di superiori interessi comuni, anche sovranazionali. Il civismo, che noi abbiamo definito federativo, nasce dalla constatazione della insufficienza ed inefficacia delle attuali forze politiche, anche di recente nascita, e dalla incapacità delle istituzioni, ad ogni livello, di dare risposta ai reali bisogni dei cittadini, se non in maniera parziale e mai in forma sistemica.

Cultura delle autonomie, competenza, impegno civico, sono state le risposte locali a tali crisi, la pandemia ha generato l’emergenza istituzionale dalla quale si uscirà in modi diversi anche con il concorso di chi crede necessario uno sforzo immediato contro vecchie politiche ed istituzioni personalistiche. Nel quadro dei riferimenti istituzionali rimane irrinunciabile il ruolo dell’Europa, pur appesantita da orpelli burocratici da ridiscutere e riformare ma anch’essa ricca di movimenti territoriali legati ad istanze di sviluppo sistemico che riconoscono ruolo ed importanza dei diversi territori per la crescita armonica e sostenibile del continente. La stessa crisi indotta dalla pandemia ha richiesto modifiche di paradigmi economici che sembravano non scalfibili, prodotto un governo dei competenti, almeno in larga parte, e immesso nel sistema risorse, ieri inimmaginabili, che inducono, chi crede nel nuovo, a poter chiedere soluzioni per interventi radicali di riequilibrio.

Il nostro Movimento si batte, con risposte timide ed insufficienti, perché Regioni, Città Metropolitane e Comuni meridionali propongano obiettivi condivisi per investimenti mirati ad una progettualità di sistema, che valorizzi, attraverso lo strumento federativo a Costituzione invariata, per quei poteri che non sono di esclusiva competenza dello Stato centrale, le comunità locali e che inverta un declino che sembra inarrestabile. Non è più soltanto un problema di risorse che l’Europa assegna al Mezzogiorno riconoscendogli il ruolo strategico fondamentale di piattaforma logistica dell’Europa nel Mediterraneo, bensì di capacità e competenza che in sinergia è chiamato ad assolvere anche in termini di massa critica per tutto il paese. In questo quadro non c’è più spazio per sterili individualismi né per fatui protagonismi se non quelli della cultura e vocazione identitarie di territori che vanno salvaguardati come bene e interesso condiviso. Un nuovo ruolo propositivo che il civismo federativo portatore di culture, identità, vocazioni territoriali, espressione di una nuova democrazia delle Città rappresentativa di bisogni non antagonisti e concorrenti ma complementari e unificanti. Quando se non subito?

Giancarlo ARMENIA