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Porterà le risorse per la ripresa ma non i progetti per realizzarla

Bandiere europee

La scarsa capacita’ di impegnare le ingenti risorse comunitarie destinate alle cosiddette regioni obiettivo 1, cioè quelle regioni che necessitano di interventi straordinari per adeguare i propri parametri socio – economici a quelli medi della Comunità Europea, e’ uno dei paradossi che in questi anni ha caratterizzato il nostro Paese. A meno di qualche raro caso, infatti, non è stato possibile destinare tali fondi alla realizzazione di infrastrutture che, se pur indispenzabili, non sono dotati di progetti cantierabili da mandare in gara e potere completare nei tempi assegnati per la rendicontazione della spesa. Quasi mai, infatti, le amministrazioni locali sono in grado di dotarsi di un “parco progetti” sia per carenza di proprie risorse, che capacita’ di accedere ai fondi di rotazione per la progettazione previsti in molte regioni. Se poi si aggiunge l’importante depauperamento degli uffici tecnici avvenuto in questi ultimi decenni e la impossibilità, quindi, di poter contare sulle progettazioni interne anche per le opere minori, ecco che il quadro delle difficoltà della spesa dei fondi comunitari nelle regioni obiettivo 1 risulta completo.

Contemporaneamente all’avvio del PNRR ci sarebbe aspettato che venissero definiti interventi anche sulle procedure da adottare per pervenire alla definizione di un adeguato parco progetti da parte degli Enti locali da potere presentare per il finanziamento. Invece, ancora oggi, nulla è stato definito, così che i mesi continuano a trascorrere e la gran parte del Paese sembra incapace di cogliere la grande opportunità offerta dalla Comunità Europea, al di la’ dei rassicuranti messaggi della politica. Alla fine, anche questa volta, le aree “forti del Paese” , quelle più ricche e dotate di adeguate strutture tecnico – amministrative, saranno pronte ad impegnare le risorse aumentando un divario tra Nord e Sud che, a questo punto, diventerà incolmabile. Questo è quello che avverrà se non si trova una possibile soluzione. Lo scopo è quello di dotare, almeno gli Enti locali delle regioni meridionali italiane obiettivo 1, di una struttura tecnica efficace e dotata di strumentazione adeguata al fabbisogno, almeno per il periodo di validità del PNRR. Una soluzione facile ed immediata da realizzare potrebbe consistere nel proporre l’utilizzo delle strutture, dei docenti e dei ricercatori delle Università di quelle Regioni, per supportare gli Enti locali nelle progettazioni degli interventi da sottoporre al finanziamento del PNRR. Gia’ da tempo, infatti, le Universita’ hanno nella cosiddetta “terza missione”, l’insieme delle attivita’ con le quali gli atenei interagiscono direttamente con la societa’ ed il proprio territorio di riferimento, uno degli obiettivi con cui vengono valutate. Rimane il nodo dei rapporti con gli Ordini Professionali che vedrebbero, in questo modo, ridotto il possibile marcato del lavoro.

In tal senso potrebbero trovarsi soluzioni che porterebbero a limitare i presunti danni, atteso, peraltro, la straordinarieta’ di tale intervento. In definitiva potrebbe ipotizzarsi una prima fase nelle quali le Universita’, attraverso apposite convenzione, potrebbero definire progetti su richiesta degli Enti Locali avendo anticipate le spese direttamente dal Ministero prevedendo, nel successivo caso di finanziamento dell’opera, una parcella forfettaria da destinare alla struttura Università per il lavoro svolto. Se si vuole completare il senso di tale intervento, potrebbe prevedersi un coinvolgimento nella fase della progettazione di neo laureati di quella università, scelti sulla base di criteri oggettivi, che avrebbero, in questo modo, la possibilità di avviarsi al mondo della professione. Inoltre, al fine di salvaguardare le professionalita’ locali, potrebbe concordarsi con gli Ordini Professionali che i successivi incarichi di direzione dei lavori e collaudo venissero riservati a professionisti iscritti negli albi professionali di quella regione. La capacità di collaborazione tra le istituzioni, ben sancito dalle nostre leggi , andrebbe a colmare, in questo caso, una oggettiva difficoltà degli Enti locali di una parte del Paese già considerata “straordinaria” dalla stessa Europa. Una proposta concreta che potrebbe dare soluzione ad una parte dei problemi che potranno essere di pregiudizio per la spesa del PNRR nel Meridione.

Giovanni TESORIERE
Professore Ordinario di Ingegneria delle Autostrade, Ferrovie e Aeroporti presso la Facoltà di Ingegneria Università Kore di Enna